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Una volta preparato,
l'esemplare può così essere posizionato nella
sua cassetta di destinazione, insieme agli altri simili, ma
manca ancora dell'ultimo elemento: il cartellino di identificazione.
Questo cartellino viene scritto dall'entomologo che determina
l'esemplare, riconoscendolo sulla base dei suoi tratti diagnostici
e attribuendolo ad una specie. Per cui, l'ultimo cartellino
infilato nello spillo è quello che riporta i seguenti
dati: Genere specie Autore, determinatore (es. Chrysis
ignita L., C.Darwin det., 1980). Quando un esemplare riporta
più cartellini di determinazione, significa che è
stato esaminato nel tempo da più specialisti, ognuno
dei quali ha lasciato una sua "diagnosi"; generalmente
fa fede l'ultima diagnosi temporale, quella che, pertanto,
è riportata sul cartellino infilato più in basso.
Il procedimento di identificazione di un esemplare viene eseguito
in genere da uno specialista a cui il raccoglitore spedisce
il materiale da determinare, dopodiché lo specialista
restituisce il materiale avendo trattenuto qualche esemplare
per la propria collezione come "onorario" per la
prestazione. L'identificazione avviene tramite osservazione
dell'esemplare al microscopio binoculare (vedi immagini) e
confronto critico fra quello che si vede e ciò che
è scritto nelle chiavi di determinazione.
Móczár
(1997) scrisse: « Molte specie di Cleptes [ma
questa osservazione può essere estesa a tutti i Chrysididae]
sono rare e i loro colori e la loro scultura rivelano una
grande variabilità, anche entro la stessa popolazione.
Le ragioni principali di questo stanno nel carattere cleptoparassitico
della loro vita e nelle condizioni microclimatiche che influenzano
lo sviluppo dell'individuo. Perciò, la loro determinazione
è spesso incerta.»
Le principali chiavi di determinazione per i Crisidi sono
fornite dai seguenti Autori: W. Linsenmaier, L. Móczár,
L.S. Kimsey e R. Bohart (vedi Bibliografia).
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