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  Hymenoptera Chrysididae: Preparazione

 

I crisidi vanno maneggiati con pinzette a presa morbida, evitando di prenderli per le articolazioni o per zampe e antenne. Una buona zona di presa è il torace, estremamente chitinico e rigido.

  

Standard
entomological
labels and pins

  
  
No.
length mm
Ø mm
000
38
0.25
00
38
0.30
0
38
0.35
1
38
0.40
2
38
0.45
3
38
0.50
4
38
0.55
5
38
0.60
6
38
0.65
7
52
0.70

Una buona preparazione degli esemplari facilita lo studio e l'identificazione degli stessi. Si consiglia pertanto di evitare raccolte di esemplari incollati in posizione di morte, così come è bene evitare di spillare l'esemplare attraverso il torace (come si fa per i grossi insetti), ma (0) umidificare gli esemplari (se necessario), (1) preparare gli esemplari, (2) farli seccare, (3) incollarli sul cartellino entomologico e (4) completare il tutto con i cartellini di cattura e con lo spillo che sorreggerà il tutto.

(0) Umidificazione - Se l'esemplare è secco (disidratato) e lo si vuole ripreparare, bisognerà umidificarlo in un barattolo ermetico contenente cotone imbevuto d'acqua; il tempo di permanenza è variabile e si consiglia di testare periodicamente lo stato di mobilità delle articolazioni con uno spillo fine. Un metodo veloce di umidificazione consiste nel prendere una siringa, togliere l'ago, inserire nella camera l'esemplare secco e riempire parzialmente d'acqua la siringa. Rivolgere la siringa verso l'alto e premere il pistone per eliminare l'aria, poi, chiudendo il beccuccio con un pollice per fare il vuoto tirare il pistone: in tal modo l'aria contenuta nell'esemplare viene estratta e sostituita da acqua che umidificherà forzatamente l'esemplare; ripetere 2-3 volte.

(1) Preparazione - Come piano di preparazione si usa in genere un pannello simile a quello delle scatole entomologiche, cioè una schiuma espansa a piccole cellule, che permetta di inserire ed estrarre spilli con facilità e che li tenga bene in posizione. Un materiale di questo tipo è noto come Plastozote. Per la preparazione servono delle pinzette morbide e alcuni spilli entomologici sottili (misure standard 000, 00, 0). Prima di tutto, se l'esemplare non presenta i segmenti addominali interni estroflessi, bisogna operare con uno spillo sottile per l'estrazione del pacchetto di segmenti (utili per stabilire il sesso), che viene posizionato in una microprovetta contente liquido conservante (etichettata!). Con le pinzette si posiziona poi l'esemplare a pancia in giù e lo si blocca al piano tramite due spilli che incrociano il torace. Con altri spilli si posizionano zampe, testa, antenne e ali per dare un assetto simmetrico. Zampe e ali non vanno posizionate troppo a ridosso del corpo, in modo da consentire l'esame successivo di alcuni caratteri diagnostici.

(2) Essiccazione - Gli esemplari vanno lasciati per vari giorni in ambiente secco, che faciliti l'evaporazione e quindi la disidratazione. Gli esemplari catturati da poco tempo richiederanno più tempo per la completa disidratazione, dal momento che si devono seccare anche gli apparati interni (per evitare che nell'ambiente chiuso della cassetta entomologica si creino delle muffe). Una volta essiccati (si può testare la risposta delle antenne usando uno spillo sottile), si potranno togliere gli spilli che lo avevano tenuto in "posa", facendo attenzione a non estrarli troppo seccamente, evitando un ritorno elastico dello spillo contro le appendici irrigidite.

(3) Cartellino entomologico - L'esemplare secco potrà essere incollato su un cartellino entomologico porta-oggetto di adeguate dimensioni e possibilmente uniforme agli altri cartellini usati per le specie di simili dimensioni. E' sempre bene non avere una rosa dimensionale troppo ampia, ma limitarsi a 3-4 misure standard. Il cartellino entomologico è un cartoncino tipografico pretagliato, ma si possono usare anche cartellini ritagliati manualmente da fogli di plastica trasparente (che facilita l'esame della faccia ventrale dell'esemplare). La colla deve essere di facile reperibilità e facile da rimuovere dall'esemplare tramite umidificazione: per queste caratteristiche si suggerisce il Vinavil. Un discorso a parte merita il pacchetto dei segmenti introflessi estratti dall'esemplare, che fa già parte di una preparazione specialistiche che richiede l'uso di un microscopio stereoscopico. Il pacchetto per semplicità potrà essere posizionato su un secondo cartellino e inglobato in una goccia di resina Eukitt o Euparal.

(4) Cartellini di cattura - Al preparato andranno aggiunti i cartellini di cattura, riportanti questi dati: luogo di raccolta (Paese, Stato, Regione, Città, località, ecc.), elemento geomorfologico noto (lago, foresta, fiume, ecc.), coordinate U.T.M. (se note), data (usando una convenzione internazionale per la quale il mese è indicato in numeri romani), nome/i del/i raccoglitore/i (es. "leg. C. Darwin" o "C. Darwin coll.", a seconda che si usi una terminologia latina o inglese). A questo si aggiungono eventuali note riportanti osservazioni sul ritrovamento. E' bene evitare simbologie e numerazioni eccessivamente personali, dal momento che un giorno quegli esemplari potrebbero essere scambiati o donati e costituire un problema per il ricevente nel caso in cui le indicazioni non fossero chiare. Tutti questi dati potranno essere scritti su più cartellini, ma generalmente solo sulla faccia superiore.

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