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La
raccolta sul campo può essere effettuata tramite trappole
(Malaise e piattini gialli) o caccia a vista, con retino
da farfalle (manico in alluminio, sacco in tulle di colore
scuro).
Trappola
di Malaise. Questa trappola consiste in una sorta di tenda
canadese di colore scuro con un setto verticale interno che
impedisce agli imenotteri volatori di passare attraverso la
tenda. Sulla sommità della tenda e in corrispondenza
del setto la tenda stessa è forata, dal momento che
gli Imenotteri entrati nella tenda e ostacolati dal setto
cercheranno una via di fuga verso l'alto, dove filtra la luce.
Al foro è collegato un tubo trasparente che si immette
in un flacone contenente un liquido conservante (alcool al
75%), dove cadranno gli esemplari. Questa trappola è
ingombrante e impegnativa e va posizionata sulle rotte di
percorso dei Crisidi, per cui è consigliabile per zone
dove non dia fastidio o non attiri troppo l'attenzione di
malintenzionati. E' bene estrarre gli esemplari dal flacone
ogni 3-4 giorni. Si tratta comunque di un metodo di campionamento
massivo e incondizionato.
Trappole
di Moericke (piattini gialli). Si tratta di normalissimi
piatti di plastica (tipo quelli da party), verniciati di colore
giallo intenso (vanno benissimo le bombolette di vernice acrilica)
e posizionati nei pressi delle rotte di percorso dei Crisidi:
alla base delle cataste di legna, dei sentieri, vicino alle
rocce. I piatti, una volta posizionati, andranno riempiti
di una miscela composta da acqua (per fare annegare gli esemplari),
sapone (per rompere la tensione superficiale dell'acqua e
impedire il galleggiamento) e sale (conservante). Il sale
è un buon conservante, ma tende a opacizzare i colori
in caso di duratura permanenza, per cui è bene controllare
il contenuto periodicamente. Il significato del colore giallo
deriva dal fatto che molti insetti si orientano sui fiori
tramite indicazioni visive e il giallo è uno dei colori
che risultano attrarre maggiormente gli insetti. Il giallo
è la lunghezza d'onda riflessa anche dal fogliame giovane,
se vista con gli occhi degli Imenotteri.
A
vista. Fiori, rocce, muri, tronchi, cataste di legna,
rametti cavi, terreni scoperti già frequentati, muretti
a secco, palizzate, pali di legno, ecc. I crisidi stazionano
generalmente per pochi secondi sul luogo di posa, dopodiché
si spostano rapidamente sul successivo, comunque seguendo
un percorso, probabilmente segnato chimicamente e generalmente
costante. Non è difficile spaventare un esemplare e,
rimanendo in attesa, vederlo ripassare dopo pochi minuti nello
stesso punto o sullo stesso percorso. Bisogna fare attenzione
a come ci si posiziona rispetto al sole e all'ombra mentre
ci si avvicina all'esemplare. Molto spesso il Criside, dopo
il colpo del retino sul muro o sul legno su cui si era posato,
rimane immobile o inizia a cercare una via di fuga sotto il
bordo del retino; in questi casi bisogna "convincere" l'esemplare
ad andare verso il sacco del retino. Una volta che l'esemplare
è nel retino, bisogna inserirlo nella boccetta direttamente
portando la boccetta dentro il retino oppure con le dita,
dal momento che tende ad appallottolarsi per difesa. Il liquido
tossico generalmente usato per uccidere i Crisidi è
l'acetato di etile, concentrato o diluito. Questo prodotto
è assolutamente tossico e va usato con la dovuta attenzione,
senza ingerirlo o inalarlo. La boccetta deve essere in polietilene
(resistente agli acidi) e dotata di tappo a chiusura ermetica,
facile da svitare anche con una sola mano. Il liquido tossico
impregna un fondo in cotone o della segatura di sughero all'interno
della boccetta.
Un
metodo alternativo di raccolta consiste nell'allevamento di
nidi di altri imenotteri da cui potrebbero schiudere
dei Crisidi parassiti degli Imenotteri stessi. I nidi possono
essere rappresentati da celle in fango di Sfecidi ed Eumenidi,
oppure da galle di Cinipidi abitate da ospiti secondari (Sfecidi
del genere Pemphredon), oppure da rametti cavi utilizzati
da molti Sfecidi e Apoidei. Ne consegue l'apprendimento di
informazioni sui rapporti fra i Crisidi e i loro ospiti.
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