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[M. Martelli]
La specie non è
un'entità statica che si riproduce costantemente uguale
a se stessa: ha la possibilità di modificarsi, più
o meno lentamente, fino a dare origine ad altre specie.
Le specie vanno considerate come complessi localizzati di
popolazioni di individui interfecondi liberamente intercrociantisi,
con un certo grado di eterogeneità genetica (variazione
nel n. di cromosomi). Tale situazione consente una maggiore
plasticità di adattamento all'ambiente e maggiori possibilità
evolutive. Quando le mutazioni riescono ad esprimersi nel
fenotipo, la selezione naturale si arricchisce di nuovi caratteri.
Detto questo, oggi le specie vengono definite non in base
a differenze morfologiche, ma biologiche s.l. e quindi come
"gruppi di popolazioni interfeconde, isolate riproduttivamente
da altre simili in condizioni naturali" (MAYR, 1953).
Sono infatti i meccanismi di isolamento (geografico, fisiologico,
morfologico, eco-etologico, genetico) che creano ostacoli
al libero incrocio fra le specie.
Non è ancora una legge la corrispondenza tra criteri
di isolamento riproduttivo e criteri morfologici.
Devono essere riconosciuti 3 caratteri fondamentali:
a) identità morfologica o meno degli individui
appartenenti alle popolazioni da discriminare;
b) coesistenza o meno degli individui delle popolazioni nella
stessa area (simpatriche o allopatriche);
c) esistenza o meno di isolamento riproduttivo.
| individui
|
riproduttivamente
non isolati
|
riproduttivamente
isolati
|
| morfologicamente
IDENTICI: |
|
|
|
popolazioni
SIMPATRICHE
|
stessa
popolazione
|
specie
gemelle o criptiche
|
|
popolazioni
ALLOPATRICHE
|
stessa
sottospecie
|
specie
gemelle o criptiche
|
| morfologicamente
DIFFERENTI: |
|
|
|
popolazioni
SIMPATRICHE
|
varianti
individuali
|
specie
diverse della stessa popolazione
|
|
popolazioni
ALLOPATRICHE
|
sottospecie
diverse
|
specie
diverse
|
D'altro canto si
sa che specie diverse possono IBRIDARSI, dando individui
perfettamente normali. In altri casi, incroci interrazziali
sono letali.
Tra entità specifiche e subspecifiche non vi sono salti
bruschi e i fattori genetici che stanno alla base della differenziazione
razziale sono gli stessi che determinano il salto tra le specie
divise da isolamento riproduttivo. Entità razziali
possono evolversi fino ad assumere il grado di specie.
specie MONOTIPICHE: costituite da individui interfecondi
in popolazioni omogenee ed uniformi in tutto il territorio
di distribuzione.
specie POLITIPICHE: individui interfecondi, ma
in popolazioni fra loro differenti, più o meno, per
caratteri morfologici e per comportamenti eco-etologici. Sono
così composte da più sottospecie.
SOTTOSPECIE: l'unica categoria tassonomica infraspecifica
oggi riconosciuta. Il 31.xii.1950 è la data-limite,
prima della quale tutti i nomi di livello inferiore a quello
di specie vanno considerati subspecifici. Dal 1951 sono riconosciute
come sottospecie solo quelle chiaramente descritte come tali.
Se nomi subspecifici vengono attribuiti a categorie inferiori
mantengono data e paternità originale; se invece i
nomi usati per indicare forme infrasubspecifiche vengono elevati
di rango, essi assumono data e paternità nuove.
Sottospecie per THORPE, 1930: sottospecie o razze biologiche,
cioè gruppi di individui isolati per una particolare
preferenza alimentare o per differenze che si osservano nella
loro biologia.
Sottospecie per DOBZHANSKY, 1951: popolazioni mendeliane
di una specie, che differiscono in frequenza di una o più
varianti genetiche, di geni alleli (7) o di strutture cromosomiche
(8).
Sottospecie per MAYR, LINSEY & USINGER, 1953: aggregati
geograficamente definiti di popolazioni localizzate che differiscono
tassonomicamente da altre simili suddivisioni della specie.
Non ci sono reali differenze tra ssp. geografiche ed ecologiche:
gli aspetti geografico ed ecologico non sono altro che le
facce di uno stesso fenomeno. É raro, se non impossibile,
che due località diverse presentino lo stesso ambiente:
ogni ssp. geografica è, almeno in teoria, anche una
razza ecologica.
Sottospecie per M.MARTELLI: popolazioni di una specie
che differiscono dal punto di vista genetico e tassonomico
da altre consimili appartenenti alla medesima specie.
In Sistematica biologica, si considerano sinonimi i termini
"sottospecie" e "razza".
Comportamenti diversi nella deposizione delle uova, nella
costruzione di foderi larvali, di nidi, di bozzoli, nella
scelta dei luoghi di impupamento possono permettere una separazione
di popolazioni simili anche a diverso livello tassonomico.
Su tali differenze possono essere istituite sottospecie ETOLOGICHE.
Sottospecie FISIOLOGICHE: che presentano, rispetto
alla forma tipica o ad altre ssp. della ss., diversità
nelle funzioni nutritive, respiratorie, circolatorie, ecc.,
o che manifestano particolari comportamenti o resistenze di
fronte a condizioni esterne e a fattori naturali o artificiali.
Ciò implica osservazioni su individui vivi, cosa non
sempre facile. Per questo tali ssp. sono poche.
Comunque: non esistono popolazioni geneticamente identiche;
le differenze nel patrimonio genetico di ciascuna popolazione
determinano le differenziazioni fisiologiche, ecologiche,
etologiche e talvolta anche morfologiche, che permettono poi
di separare una ssp. da un'altra. Non solo le specie, ma anche
le ssp. sono complessi non omogenei: esse infatti, all'infuori
di qualche caso rappresentato da forme relitte estremamente
localizzate o da insiemi di individui limitati ad alcune isole,
sono costituite da un insieme di popolazioni.
La condotta da seguire è quella della prudenza; al
più ci si può limitare alle ssp. geografiche.
La sottospecie è un'entità eterogenea:
si è introdotto per questo il termine NATIO,
per indicare quelle popolazioni in genere circoscritte, che
si possono osservare nell'ambito della sottospecie.
Qualsiasi particolarità degna di rilievo che si manifesti
in uno o più individui di una popolazione non può
farlo/i assurgere al rango di categoria tassonomica: essa
non è altro che una VARIAZIONE INDIVIDUALE (dimorfismo
sessuale accentuato, differenze di colore, di forma in individui
più o meno agglomerati della stessa o di generazioni
successive di specie mono- o polimorfiche, mutamenti di qualsiasi
genere provocati dall'ospite,...).
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