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[C. Conci]
SPECIE
(= grande specie = specie linneana) (nomenclatura binomia;
species, abb. 'sp.')
CRITERIO MORFOLOGICO - Dato che tutti gli individui
sono un po' differenti gli uni dagli altri, "nella analisi
sistematica ci si attiene perciò al criterio di attribuire
alla stessa specie tutti quegli individui che possono venire
collegati attraverso una serie continua di piccole differenze
graduali. Quando invece due individui presentano differenze
nette, anche se non molto rilevanti, ma senza continuità
di gradi intermedi, essi vengono attribuiti a specie diverse" (D'ANCONA).
CRITERIO FISIOLOGICO - La specie è il complesso
degli individui tra loro in natura interfecondi = gruppi
di
popolazioni interfeconde, isolate riproduttivamente da
altri gruppi simili (MAYR).
Il criterio fisiologico nella pratica è di difficile
o impossibile controllo, per cui il lavoro del sistematico
si svolge di regola sui caratteri morfologici, integrati
dalle
conoscenze geonemiche ed ecologiche.
Attualmente, al vecchio concetto tipologico della
specie (che cioè la specie sia un complesso di individui più o
meno concordanti con il 'tipo'), va sostituendosi un concetto popolazionistico:
le caratteristiche della specie non sono tipologiche, ma
statistiche, cioè definite da
medie. In tal modo nella descrizione della specie si dovrebbero
aggiungere i limiti di variabilità dei singoli caratteri.
La specie va spesso suddivisa in entità via via più
ristrette, presentanti caratteri via via più omogenei
(con minor variabilità). La specie infatti può essere
MONOTIPICA (omogenea) se molto omogenea su tutta la
sua area di distribuzione. In genere, animali che si spostano
facilmente e occupano aree uniformi e piuttosto ristrette.
POLITIPICA (variabile) se presenta maggiori o minori
diversità da regione a regione, o da ambiente ad ambiente.
In genere, animali sedentari abitanti aree vaste e discontinue:
è il presupposto di una suddivisione sottospecifica.
In natura sono più frequenti le specie politipiche.
SOTTOSPECIE (=razza geografica = piccola specie) (nomenclatura
trinomia; subspecies, abb.'ssp.')
Lo studio della frammentazione della grande specie è oggetto
della MICROSISTEMATICA.
a) Sottospecie GEOGRAFICA
In genere le ssp. vivono in aree o ambienti determinati e
talora confinanti e i loro caratteri passano di regola gradatamente
in quelli delle ssp. vicine, senza salti bruschi.
In certi casi le ssp. possono essere isolate geograficamente
(come nel caso di popolazioni abitanti isole o cime di monti):
in tal caso le ssp., se l'isolamento persiste, tendono a diventare
buone specie.
La spiegazione di ciò è il fatto che la specie
varia col tempo per l'insorgere spontaneo di nuovi caratteri
(mutazioni) o attraverso incroci con specie vicine fisiologicamente
e morfologicamente. Pertanto, la frammentazione in ssp. può
portare per speciazione (da isolamento) a specie vere e proprie.
Tale fenomeno è particolarmente diffuso in animali
dotati di scarse capacità di spostamento e viventi
in ambienti isolati e porta allo stabilirsi degli ENDEMISMI
= specie o razze limitate a ristrette aree o ambienti (isole,
cime montuose, laghi, grotte,...).
Più sottospecie non possono coesistere nella stessa
area geografica.
b) Sottospecie ECOLOGICA: determinata da fattori
ecologici (ambientali)
SOTTORAZZE (nomenclatura quadrinomia; natio, abb.'n.')
Le singole sottospecie possono dividersi in complessi minori,
determinati o dalla distribuzione geografica (mio es.: ssp.
isolata in isola e sottorazza della ssp. in una cima montuosa
dell'isola) o da particolari specializzazioni ecologiche.
VARIANTI INDIVIDUALI E MUTANTI
Morphe e aberrazioni hanno incidenza individuale,
per cui non hanno significato nè geografico nè
ecologico. L'unico interesse è nella loro incidenza
statistica percentuale.
MORPHA (abbreviato 'm.') = un certo numero di individui
presentanti caratteri diversi, ma coesistenti con la specie
o la sottospecie in varia percentuale. E' espressione di mutanti,
oppure fenotipica (modificazioni individuali indotte da condizioni
ambientali occasionali: temperatura, nutrimento,...). In genere
usata per caratteri morfologici.
ABERRAZIONE (aberratio, abbreviato 'a.' o 'ab.')
= variazione accidentale mescolata agli individui normali,
non indotta da particolari condizioni. In genere usata per
caratteri cromatici.
BIOTIPO = la categoria sistematica più piccola. E'
un gruppo di individui uguali morfologicamente (fenotipicamente)
sia geneticamente (genotipicamente). In entomologia si verifica
solo come eccezione.
ANOMALIA = singoli individui presentanti deformazioni
morfologiche o mostruosità (teratologie) o differenze
cromatiche (albinismo, melanismo, rufinismo,...).
ESEMPIO GRAFICO:
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Figura
1: linee continue = limiti delle specie, ben
isolate le une dalle altre; linee tratteggiate = limiti
delle sottospecie che competono alla specie, che
in parte si toccano e si mescolano. In ogni settore sottospecifico
operano le sottorazze, più o meno sovrapposte
e conviventi.
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Figura
2: schema di specie motipica (in alto) e di specie
politipica divisa in 3 sottospecie (in basso); la ssp.
a è ancora congiunta alla specie-madre, la ssp.
g si sta separando. |
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