
L'obiettivo incute rispetto e trasmette un'idea di serietà: è compatto, pesante e opaco. Sembra quasi un oggetto di derivazione militare, con i riferimenti di colore bianco puro assolutamente visibili e quelli di colore rosso che spiccano in modo quasi irreale.
L'obiettivo è dotato di una ghiera gommata molto grippante. Il barilotto ha un'anima in lega di magnesio e un rivestimento termoplastico nero ed è completamente sigillato nei confronti degli agenti atmosferici.
In dotazione il paraluce, un sacchetto morbido e il libretto di istruzioni.
La ghiera di messa a fuoco è ampia e in ottima gomma morbida, sufficientemente intuitiva da trovare senza dover guardare (nonostante il barilotto non sia altrettanto "gonfio" come nel 100 Macro "non L") e dal movimento estremamente fluido. Un giro completo dalla minima distanza di messa a fuoco ad infinito richiede una rotazione di 160°.
La correzione manuale della messa a fuoco è consentita in ogni istante (FTM = Full Time Manual focusing).
I selettori sono tre e si presentano sul lato sinistro come interruttori appiattiti, per evitare il loro azionamento accidentale contro un qualunque ostacolo. A nostro parere, una forma così appiattita li rende molto meno intuitivi da azionare senza guardare rispetto al 100 Macro "non L", in cui gli interruttori erano sporgenti. In ogni caso, l'interruttore per il disinserimento dell'autofocus - che poi è quello che generalmente ci capita di azionare più spesso - è giustamente in posizione centrale rispetto agli altri e immediatamente raggiungibile col pollice della mano sinistra che impugna l'obiettivo.

Il limitatore della distanza di messa a fuoco consente di impostare la velocità dell'autofocus in base alla distanza prevista o più frequente. Se, ad esempio, dovessimo fotografare soggetti quasi tutti alla minima distanza di messa a fuoco, ci converrebbe impostare il selettore sul valore 0.3-0.5m. Se, invece, fossimo interessati a scattare alcune immagini di tipo close-up e paesaggi, allora potremmo impostare il selettore su 0.5-∞. Il limitatore aumenta notevolmente la risposta dell'autofocus.
La ghiera delle distanze è stata posizionata sul davanti dell'obiettivo, a differenza del 100 Macro "non L", soluzione che approviamo in pieno, dal momento che ci capita di tenerla sott'occhio. I numeri sono riportati su tre righe:
Sul fondo del barilotto - fatto di alluminio - troviamo i consueti contatti elettrici per la regolazione del diaframma e per la trasmissione dei dati tecnici fra fotocamera e obiettivo.

Il diaframma è di tipo circolare con ben 9 lamelle e questa soluzione dovrebbe garantire un effetto bokeh "eccezionale" - come indicato dalla Canon stessa.
L'accoppiamento alla fotocamera è molto preciso e l'innesto presenta un certo attrito, anche grazie ad un bordo sporgente in gomma, segno di tolleranza strette e grande attenzione a limitare l'ingresso di polvere. La gomma utilizzata per il bordino ha la grande capacità di raccogliere polvere e per questo, purtroppo, è abbastanza difficile da mantenere pulita.
Il paraluce in dotazione è un oggetto di dimensioni siacuramente importanti. La fattura è ottima, con trattamento superficiale opaco e baionetta per l'innesto rapido molto efficiente.

La sua destinazione principale è sicuramente non macrofotografica, ma per fotografia generica o per ritratto.
Come detto, il nuovo non sostituirà il vecchio.

Ecco le caratteristiche dei due obiettivi a confronto:
![]() EF 100mm f/2.8 Macro USM |
![]() EF 100mm f/2.8L Macro IS USM |
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|---|---|---|
| Costruzione | 12 elementi / 8 gruppi |
15 elementi / 12 gruppi |
| Fuoco interno | SI |
SI |
| IS | NO |
SI |
| Diaframma | 8 lamelle |
circolare, 9 lamelle |
| Min. distanza fuoco | 0.31m (1:1) |
0.3m (1:1) |
| Climatizzazione | NO |
SI |
| Peso | 600g |
625g |
| Dimensioni | 79x119mm |
77.7x123mm |
| Diametro filtro | 58mm |
67mm |
| Prezzo | ~ 500 EURO |
~ 900 EURO |
Alcune soluzioni tecniche - già vincenti nel modello precedente - sono state conservate: le dimensioni e il peso, l'autofocus veloce e silenzioso, la messa a fuoco interna, il massimo ingrandimento, la minima distanza di messa a fuoco.
Di completamente nuovo c'è lo schema ottico, ancora più complesso, la stabilizzazione, il diaframma e la costruzione complessiva. L'autofocus è stato solo impercettibilmente migliorato. Nel complesso, però, non ci pare una rivoluzione.
Dai risultati dei test sembra quasi che il nuovo obiettivo non migliori in modo incredibile il vecchio obiettivo dal punto di vista della qualità ottica, ma bensì da altri punti di vista: migliore adattabilità a condizioni ambientali estreme, grazie al fatto che il barilotto del nuovo 100 Macro è sigillato, e migliore versatilità, grazie all'efficace stabilizzatore d'immagine - in questo caso di tipo anche nuovo - e al diaframma circolare a 9 lamelle.
For citation purposes
Agnoli G.L. & Rosa P., Chrysis.net website, interim version
07-Sep-2010
, URL: http://www.chrysis.net/.