
Anche questa tecnica, come l'HDR, agisce su un set di immagini differentemente esposte per ottenere una scala tonale più ampia di quella raggiungibile in un singolo scatto.
Lo stesso processo in HDR sarebbe più lento per via del passaggio intermedio ad una immagine High Dynamic Range. Al contrario, l'Exposure Fusion è un processo unico che consente di fondere un set di esposizioni in bracketing in una immagine finale ad alta qualità ma naturale, che raccoglie le alte luci dalle immagini sottoesposte e le ombre dalle immagini sovraesposte, ma senza variazioni della profondità in bit (range dinamico).
Il fatto di non passare per un'immagine HDR semplifica il processo, non richiede elevate capacità di calcolo e non genera artefatti come aloni. Inoltre, ha tre importanti side-effect:
Un esempio di applicazione della tecnica è nella fotografia di interni. In tal caso è possibile acquisire 7 scatti col treppiede differentemente esposti (-3EV, -2EV, -1EV, 0EV, +1EV, +2EV, +3EV):
![]() -3EV |
![]() -2EV |
![]() -1EV |
![]() 0EV |
![]() +1EV |
![]() +2EV |
![]() +3EV |
e poi combinarli insieme per ottenere il seguente risultato, in cui le ombre sono perfettamente leggibili e le zone chiare non sono bruciate:

Il software più noto per processare immagini con questa tecnica è Enfuse, un programma open source a riga di comando, che richiede di essere lanciato a partire da un'interfaccia grafica, come:
Se il risultato deve essere più sbrigativo, si può trarre vantaggio anche da set inferiori di immagini (es. ±1 stop). E nulla vieta di sperimentare la via del singolo scatto processato insieme ad un suo duplicato sovraesposto.
Per citazioni
Gian Luca Agnoli, Manuale di Fotografia Chrysis.net, URL: http://www.chrysis.net/photo/.