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   GIAN LUCA AGNOLI PHOTOGRAPHY - Manuale di Fotografia
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ingrandimenti

disciplina

1:n ~ 1:2

close-up

1:1 ~ 10:1

macrofotografia

10:1 ~ 50:1

macroscansione

10:1 ~ 2500:1

microfotografia ottica

10:1 ~ 500.000:1

microscopia elettronica

Ingrandimento (rapporto di riproduzione). E' il rapporto fra dimensioni dell'immagine sulla pellicola e le dimensioni fisiche del soggetto reale.

Profondità di campo in macro - A differenza delle altre situazioni fotografiche, in cui la PDC si distribuisce per 1/3 davanti al soggetto messo a fuoco e per 2/3 dietro, in macrofotografia il campo nitido si distribuisce ugualmente davanti e dietro il soggetto. In più, a parità di diaframma e di rapporto di ingrandimento, in macrofotografia tutte le LF restituiscono la stessa PDC, ma a parità di distanza di ripresa, maggiore è la LF minore sarà la PDC.

Lavorare con diaframmi chiusi permette di correggere effetti ottici indesiderati (vignettatura, riflessi parassiti, ecc.), correggere difetti ottici aggiuntivi (lente addizionale, duplicatore, ecc.) e controllare la luce nel TTL-flash a brevi distanze di lavoro. Bisogna però considerare che ad elevati ingrandimenti (> 1:1) ai diaframmi molto chiusi corrispondono intensi effetti di diffrazione della luce, per cui è consigliabile non andare oltre f/16 oltre il 2:1.

Prospettiva - Le macrofoto eseguite con focali grandangolari, normali e tele differiscono nella resa prospettica. Esempio: soggetto inclinato. Il grandangolare ne accentua l'inclinazione, allargando le dimensioni lineari più vicine e riducendo quelle più lontane. Il tele, invece, appiattisce questa prospettiva, rendendo persino difficile capire se il soggetto è davvero inclinato.

 

Attrezzature Macrofotografiche

Obiettivi macro: 50~100mm; raggiungono generalmente un rapporto di ingrandimento di 1:2 (0.5x), incrementabile a 1:1 con un tubo di prolunga, o direttamente il rapporto di 1:1 (1x) senza accessori. I tele-macro da 200mm raggiungono l'1:1 (1x) senza accessori, e hanno il vantaggio di una maggiore distanza di ripresa a parità di ingrandimenti. Generalmente in macrofotografia agli alti ingrandimenti (verso l'1:1) è meglio focheggiare manualmente, anche in caso di messa a fuoco di tipo autofocus. I duplicatori di focale mantengono tutti gli automatismi, ma riducono la luminosità di 1.5 stop (moltiplicatore 1.4x) fino a 2 stop (duplicatore 2x) e la qualità ottica dell'insieme. Il duplicatore di focale con un obiettivo macro si comporta come un duplicatore della LF dell'obiettivo quando il fuoco è su infinito, ma anche come moltiplicatore dell'ingrandimento quando il fuoco è sulla minima distanza di messa a fuoco. Il duplicatore sottrae 2 stop di luminosità e non aggiunge né toglie PDC. La perdita di qualità ottica è meno sensibile in macro (usato come moltiplicatore) che in fotografia a distanze maggiori (usato come duplicatore). Le lenti addizionali non incidono sulla luminosità, ma contribuiscono ad un notevole decadimento nella qualità d'immagine, per cui è meglio sceglierle di marca. Le lenti addizionali migliori sono quelle a 2 elementi ottici cementati (Nikon serie "T" da 1.5-3 diottrie). Permettono la variazione della LF conservando il fuoco, se usate con gli zoom lunghi. Esempio:

zoom 80-200/4 senza lente
Minima dist. messa a fuoco 1 m

Ingrandimento a 80mm 1:12 (0.08)
Ingrandimento a 200mm 1:4 (0.25x)

zoom 80-200/4 con lente 1.5x e fuoco alla distanza minima
Distanza di ripresa 40 cm
Ingrandimento a 80mm 1:4 (0.25x)
Ingrandimento a 200mm 1:1.7 (0.6x)

Tubi di prolungaA seconda degli ingrandimenti richiesti ci si può orientare verso numerosissimi sitemi macrofotografici. Per avvicinarsi all'1:1 con un obiettivo da 50mm standard si può usare l'anello di inversione ottica insieme ad un accessorio per la chiusura manuale del diaframma (dove non consentita), oppure un duplicatore di focale macro. Oltre l'1:1 si dovrà ricorrere a tubi di prolunga, soffietto e duplicatore, senza limiti di allungamento (duplicatore + soffietto + tubi permettono anche 15-20x). La tecnica degli obiettivi accoppiati consiste nel montare un obiettivo (es. 50mm/1.4) in posizione invertita sulla filettatura frontale di un teleobiettivo principale (es. 200 macro, 80-200). Il 50mm funge in tal modo da lente addizionale e deve essere a tutta apertura (controllare l'eventuale vignettatura). Bisogna dotare di paraluce l'obiettivo invertito, ad esempio segando il fondello da un tappo posteriore copriobiettivo. I tubi di prolunga costituiscono un complesso leggero e solido, ma con ingrandimenti fissi. Il soffietto è più ingombrante e delicato, ma dispone di variazione continua dell'ingrandimento. Una slitta micrometrica di messa a fuoco servirà nel caso in cui il complesso macchina + soffietto sia fissato sul treppiede, e un minitreppiede sarà utile per riprese a livello del terreno. Maggiore è l'ingrandimento (e quindi l'allungamento), maggiore è la perdita di luce: per fotografie in luce naturale di soggetti non in movimento bisogna affidarsi alla stabilità del treppiede; in caso di insetti o di fiori sottoposti alle vibrazioni del vento allora si ricorrerà al flash. È sempre meglio utilizzare più unità flash: una di schiarita generale (in genere un anulare frontale, con bassa potenza) e altre per mettere in rilievo trasparenze e peli, o per aggiungere ombre che aumentino la tridimensionalità del soggetto (unità laterali), o per schiarire lo sfondo, che risulterebbe altrimenti fortemente sottoesposto. Con una configurazione a più flash si rendono necessarie delle servocellule o, in caso di flash TTL, gli accessori multiflash. Pannelli riflettenti aiutano a schiarire le ombre dei soggetti difficili (es. funghi) e piccole torce a luce fredda (es. MagLite) assistono la messa a fuoco. In ogni caso, il complesso fotografico deve essere robusto e ben fissato, per evitare tutte le volte di riposizionare flash e torce.



Attrezzatura per macrofotografia da studio.

1 = stativo per riproduzione, 2 = slitta micrometrica (Novoflex; Manfrotto), 3 = fotocamera, 4 = mirino angolare ad immagine corretta o oculare ingranditore, 5 = soffietto automatico, 6 = obiettivo da soffietto, 7 = flash anulare, 8 = distributore multiflash, 9 = cavi multiflash, 10 = flash a torcia, 11 = illuminatore a fibre ottiche con luce flash, 12 = fibre ottiche, 13 = soggetto, 14 = pannelli riflettenti

 

Macrofotografia con il Flash


In macrofotografia i flash non-TTL devono essere posizionati a una distanza dal soggetto pari a quella lente frontale/soggetto, a meno che non si voglia ottenere una illuminazione parziale del soggetto o si stia lavorando con più unità flash.

Calcolo del diaframma corretto (formula universale)

NG = numero-guida
d = distanza flash-soggetto
x = rapporto di ingrandimento (1/8,..,1/4, 1/2, 1, 2, 3, 4, ...)

Per ricavare l'NG in base ad una sensibilità ISO diversa da quella per cui l'NG è dato si usa la formula:

ESEMPIO: flash con NG = 20 per 100 ISO. Utilizzo una Kodachrome 25 ISO. Qual è il nuovo NG per 25 ISO? l'NG per 25 ISO è 10:

 

A seconda dell'angolo tra asse ottico e asse del lampo, bisogna correggere l'esposizione:

angolo tra i due assi
45°
60°
70°
80°
fattore di correzione
1
1.5
2
3
5


ESEMPI: Se l'angolo è 45°, si aumenta l'esposizione di 1.5 volte = aprire il diaframma di 0.75 stop. Se l'angolo è 60°, aprire il diaframma di 1 stop.

Il tempo di scatto determina l'esposizione per la luce ambiente: maggiore è il tempo, maggiore è la possibilità di registrare lo sfondo con la luce naturale.

 

Flash anulare
In questo lampeggiatore il bulbo-flash ha forma di anello spezzato, in posizione frontale all'obiettivo, il che garantisce un'illuminazione uniforme sul soggetto ed esente da ombre. NG basso (5-12 per 100 ISO), per cui oltre il metro diventa pressoché inutile. Con soggetti riflettenti si può usare un filtro polarizzatore. Per evitare l'assenza di ombre a 360°, e quindi un'illuminazione 'piatta', il bulbo circolare del flash può essere interrotto con nastro adesivo scuro.

 

Lo Sfondo in Macrofotografia

La LF dell'obiettivo macro, e quindi l'angolo di campio, influenzerà sia l'aspetto del soggetto (prospettiva) sia l'aspetto dello sfondo — usare LF da 90mm in su, per scegliere solo porzioni di sfondo favorevoli, evitando di includere elementi di disturbo. Uno sfondo può essere più luminoso o più scuro del soggetto, per cui bisognerà ridurre lo scarto in termini di stop — rischiarare lo sfondo con un flash o schermarlo.

La distanza di ripresa è proporzionale alla LF, ma con la LF varia anche
l'angolo di campo: 46° per il 50mm, 24° per il 100mm, 12° per il 200mm.

 

Sfondo nero

In macrofotografia, il flash ravvicinato rappresenta un'intensa sorgente luminosa che consente di lavorare con diaframmi molto chiusi e maggiore profondità di campo. Lo sfondo, non colpito dal lampo, risulta tanto sottoesposto da apparire nero. Lavorando in TTL con tempi lunghi, il bilanciamento di luce flash/ambiente evita per lo più tale effetto.

 

Consigli...

  • la luce solare diretta sul soggetto rende ombre troppo dure e brucia i toni chiari — schermarla con un pannello diffusore (rettangolare, colore bianco o argento); oppure, fotografare con cielo nuvoloso
  • con luce naturale e soggetti dai colori caldi: sovraesporre di 1 stop; oppure misurare in spot il soggetto e lo sfondo: se la differenza è = 1 stop, scattare con la lettura del soggetto
  • con luce naturale e soggetti bianchi: esporre per lo sfondo se la differenza con il soggetto è < 1,5 stop
  • fiori: tunnell di cellophane bianco o carta da fioraio per proteggere dal vento e diffondere la luce; dietro il soggetto pannello di velluto nero (per sfondo nero); i soggetti migliori sono quelli in ombra; pannellini riflettenti di carta bianca o alluminio stropicciato.
  • in caso di soggetti chiari in TTL-flash bisogna sovraesporre manualmente, e viceversa per i soggetti scuri
  • la disposizione ideale di un solo flash sopra la fotocamera è con la parabola inclinata di ca. 30°
  • soggetti estesi su un piano (es. farfalla ad ali chiuse, libellula ad ali aperte): riprendere col piano-pellicola parallelo al piano-soggetto
  • nel caso in cui sia impossibile utilizzare diaframmi chiusi, è preferibile mettere a fuoco almeno i particolari principali o maggiormente interessanti del soggetto.

 


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