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Macrofotografia
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ingrandimenti
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disciplina
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1:n
~ 1:2
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close-up
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1:1
~ 10:1
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macrofotografia
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10:1
~ 50:1
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macroscansione
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10:1
~ 2500:1
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microfotografia
ottica
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10:1
~ 500.000:1
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microscopia
elettronica
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Ingrandimento
(rapporto di riproduzione). E' il rapporto
fra dimensioni dell'immagine sulla pellicola e
le dimensioni fisiche del soggetto reale.
Profondità di campo
in macro - A differenza delle altre situazioni
fotografiche, in cui la PDC si distribuisce per
1/3 davanti al soggetto messo a fuoco e per 2/3
dietro, in macrofotografia il campo nitido si
distribuisce ugualmente davanti e dietro il soggetto.
In più, a parità di diaframma e
di rapporto di ingrandimento, in macrofotografia
tutte le LF restituiscono la stessa PDC, ma a
parità di distanza di ripresa, maggiore
è la LF minore sarà la PDC.
Lavorare
con diaframmi chiusi permette di correggere effetti
ottici indesiderati (vignettatura, riflessi parassiti,
ecc.), correggere difetti ottici aggiuntivi (lente
addizionale, duplicatore, ecc.) e controllare
la luce nel TTL-flash a brevi distanze di lavoro.
Bisogna però considerare che ad elevati
ingrandimenti (> 1:1) ai diaframmi molto chiusi
corrispondono intensi effetti di diffrazione della
luce, per cui è consigliabile non andare
oltre f/16 oltre il 2:1.
Prospettiva
- Le macrofoto eseguite con focali grandangolari,
normali e tele differiscono nella resa prospettica.
Esempio: soggetto inclinato. Il grandangolare
ne accentua l'inclinazione, allargando le dimensioni
lineari più vicine e riducendo quelle più
lontane. Il tele, invece, appiattisce questa prospettiva,
rendendo persino difficile capire se il soggetto
è davvero inclinato.
Attrezzature
Macrofotografiche
Obiettivi
macro: 50~100mm; raggiungono generalmente
un rapporto di ingrandimento di 1:2 (0.5x), incrementabile
a 1:1 con un tubo di prolunga, o direttamente
il rapporto di 1:1 (1x) senza accessori. I tele-macro
da 200mm raggiungono l'1:1 (1x) senza accessori,
e hanno il vantaggio di una maggiore distanza
di ripresa a parità di ingrandimenti. Generalmente
in macrofotografia agli alti ingrandimenti (verso
l'1:1) è meglio focheggiare manualmente,
anche in caso di messa a fuoco di tipo autofocus.
I duplicatori di focale mantengono tutti
gli automatismi, ma riducono la luminosità
di 1.5 stop (moltiplicatore 1.4x) fino a 2 stop
(duplicatore 2x) e la qualità ottica dell'insieme.
Il duplicatore di focale con un obiettivo macro
si comporta come un duplicatore della LF dell'obiettivo
quando il fuoco è su infinito, ma anche
come moltiplicatore dell'ingrandimento quando
il fuoco è sulla minima distanza di messa
a fuoco. Il duplicatore sottrae 2 stop di luminosità
e non aggiunge né toglie PDC. La perdita
di qualità ottica è meno sensibile
in macro (usato come moltiplicatore) che
in fotografia a distanze maggiori (usato come
duplicatore). Le lenti addizionali
non incidono sulla luminosità, ma contribuiscono
ad un notevole decadimento nella qualità
d'immagine, per cui è meglio sceglierle
di marca. Le lenti addizionali migliori sono quelle
a 2 elementi ottici cementati (Nikon serie "T"
da 1.5-3 diottrie). Permettono la variazione della
LF conservando il fuoco, se usate con gli zoom
lunghi.
Esempio:
zoom 80-200/4 senza lente
Minima dist. messa a fuoco 1 m
Ingrandimento a 80mm 1:12 (0.08)
Ingrandimento a 200mm 1:4 (0.25x)
zoom 80-200/4 con lente 1.5x e fuoco alla distanza
minima
Distanza di ripresa 40 cm
Ingrandimento a 80mm 1:4 (0.25x)
Ingrandimento a 200mm 1:1.7 (0.6x)
A
seconda degli ingrandimenti richiesti ci si può
orientare verso numerosissimi sitemi macrofotografici.
Per avvicinarsi all'1:1 con un obiettivo da 50mm
standard si può usare l'anello di inversione
ottica insieme ad un accessorio per la chiusura
manuale del diaframma (dove non consentita), oppure
un duplicatore di focale macro. Oltre l'1:1 si
dovrà ricorrere a tubi di prolunga, soffietto
e duplicatore, senza limiti di allungamento (duplicatore
+ soffietto + tubi permettono anche 15-20x). La
tecnica degli obiettivi accoppiati consiste
nel montare un obiettivo (es. 50mm/1.4) in posizione
invertita sulla filettatura frontale di un teleobiettivo
principale (es. 200 macro, 80-200). Il 50mm funge
in tal modo da lente addizionale e deve essere
a tutta apertura (controllare l'eventuale vignettatura).
Bisogna dotare di paraluce l'obiettivo invertito,
ad esempio segando il fondello da un tappo posteriore
copriobiettivo. I tubi di prolunga costituiscono
un complesso leggero e solido, ma con ingrandimenti
fissi. Il soffietto è più
ingombrante e delicato, ma dispone di variazione
continua dell'ingrandimento. Una slitta micrometrica
di messa a fuoco servirà nel caso in cui
il complesso macchina + soffietto sia fissato
sul treppiede, e un minitreppiede sarà
utile per riprese a livello del terreno. Maggiore
è l'ingrandimento (e quindi l'allungamento),
maggiore è la perdita di luce: per fotografie
in luce naturale di soggetti non in movimento
bisogna affidarsi alla stabilità del treppiede;
in caso di insetti o di fiori sottoposti alle
vibrazioni del vento allora si ricorrerà
al flash. È sempre meglio utilizzare più
unità flash: una di schiarita generale
(in genere un anulare frontale, con bassa potenza)
e altre per mettere in rilievo trasparenze e peli,
o per aggiungere ombre che aumentino la tridimensionalità
del soggetto (unità laterali), o per schiarire
lo sfondo, che risulterebbe altrimenti fortemente
sottoesposto. Con una configurazione a più
flash si rendono necessarie delle servocellule
o, in caso di flash TTL, gli accessori multiflash.
Pannelli riflettenti aiutano a schiarire
le ombre dei soggetti difficili (es. funghi) e
piccole torce a luce fredda (es. MagLite)
assistono la messa a fuoco. In ogni caso, il complesso
fotografico deve essere robusto e ben fissato,
per evitare tutte le volte di riposizionare flash
e torce.

Attrezzatura
per macrofotografia da studio.
1
= stativo per riproduzione, 2 = slitta micrometrica
(Novoflex; Manfrotto), 3 = fotocamera, 4 = mirino
angolare ad immagine corretta o oculare ingranditore,
5 = soffietto automatico, 6 = obiettivo da soffietto,
7 = flash anulare, 8 = distributore multiflash,
9 = cavi multiflash, 10 = flash a torcia, 11 =
illuminatore a fibre ottiche con luce flash, 12
= fibre ottiche, 13 = soggetto, 14 = pannelli
riflettenti
Macrofotografia con il Flash
In macrofotografia i flash non-TTL devono essere
posizionati a una distanza dal soggetto pari a
quella lente frontale/soggetto, a meno che non
si voglia ottenere una illuminazione parziale
del soggetto o si stia lavorando con più unità
flash.
Calcolo
del diaframma corretto (formula universale)

NG
= numero-guida
d = distanza flash-soggetto
x = rapporto di ingrandimento (1/8,..,1/4, 1/2,
1, 2, 3, 4, ...)
Per
ricavare l'NG in base ad una sensibilità
ISO diversa da quella per cui l'NG è dato si usa
la formula:

ESEMPIO:
flash con NG = 20 per 100 ISO. Utilizzo una Kodachrome
25 ISO. Qual è il nuovo NG per 25 ISO? l'NG per
25 ISO è 10:

A
seconda dell'angolo tra asse ottico e asse del
lampo, bisogna correggere l'esposizione:
| angolo
tra i due assi |
0°
|
45°
|
60°
|
70°
|
80°
|
| fattore
di correzione |
1
|
1.5
|
2
|
3
|
5
|
ESEMPI:
Se l'angolo è 45°, si aumenta l'esposizione di
1.5 volte = aprire il diaframma di 0.75 stop.
Se l'angolo è 60°, aprire il diaframma di 1 stop.
Il
tempo di scatto determina l'esposizione per la
luce ambiente: maggiore è il tempo, maggiore è
la possibilità di registrare lo sfondo con la
luce naturale.
Flash
anulare
In
questo lampeggiatore il bulbo-flash ha forma di
anello spezzato, in posizione frontale all'obiettivo,
il che garantisce un'illuminazione uniforme sul
soggetto ed esente da ombre. NG basso (5-12 per
100 ISO), per cui oltre il metro diventa pressoché
inutile. Con soggetti riflettenti si può usare
un filtro polarizzatore. Per evitare l'assenza
di ombre a 360°, e quindi un'illuminazione 'piatta',
il bulbo circolare del flash può essere interrotto
con nastro adesivo scuro.
Lo
Sfondo in Macrofotografia
La
LF dell'obiettivo macro, e quindi l'angolo di
campio, influenzerà sia l'aspetto del soggetto
(prospettiva) sia l'aspetto dello sfondo
usare LF da 90mm in su, per scegliere solo porzioni
di sfondo favorevoli, evitando di includere elementi
di disturbo. Uno sfondo può essere più luminoso
o più scuro del soggetto, per cui bisognerà ridurre
lo scarto in termini di stop rischiarare
lo sfondo con un flash o schermarlo.

La
distanza di ripresa è proporzionale alla LF, ma
con la LF varia anche
l'angolo di campo: 46° per il 50mm, 24° per il
100mm, 12° per il 200mm.
Sfondo
nero
In
macrofotografia, il flash ravvicinato rappresenta
un'intensa sorgente luminosa che consente di lavorare
con diaframmi molto chiusi e maggiore profondità
di campo. Lo sfondo, non colpito dal lampo, risulta
tanto sottoesposto da apparire nero. Lavorando
in TTL con tempi lunghi, il bilanciamento di luce
flash/ambiente evita per lo più tale effetto.
Consigli...
- la
luce solare diretta sul soggetto rende ombre
troppo dure e brucia i toni chiari schermarla
con un pannello diffusore (rettangolare, colore
bianco o argento); oppure, fotografare con cielo
nuvoloso
- con
luce naturale e soggetti dai colori caldi: sovraesporre
di 1 stop; oppure misurare in spot il soggetto
e lo sfondo: se la differenza è = 1 stop, scattare
con la lettura del soggetto
- con
luce naturale e soggetti bianchi: esporre per
lo sfondo se la differenza con il soggetto è
< 1,5 stop
- fiori:
tunnell di cellophane bianco o carta da fioraio
per proteggere dal vento e diffondere la luce;
dietro il soggetto pannello di velluto nero
(per sfondo nero); i soggetti migliori sono
quelli in ombra; pannellini riflettenti di carta
bianca o alluminio stropicciato.
- in
caso di soggetti chiari in TTL-flash bisogna
sovraesporre manualmente, e viceversa per i
soggetti scuri
- la
disposizione ideale di un solo flash sopra la
fotocamera è con la parabola inclinata di ca.
30°
- soggetti
estesi su un piano (es. farfalla ad ali chiuse,
libellula ad ali aperte): riprendere col piano-pellicola
parallelo al piano-soggetto
- nel
caso in cui sia impossibile utilizzare diaframmi
chiusi, è preferibile mettere a fuoco almeno
i particolari principali o maggiormente interessanti
del soggetto.
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