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   GIAN LUCA AGNOLI PHOTOGRAPHY - Manuale di Fotografia
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Macrofotografia a Scansione

Tecnica fotografica sofisticata, che offre risultati spettacolari per nitidezza e profondità di campo. Si esegue in uno studio totalmente oscurato, con la fotocamera fissata su di un solido stativo a colonna. Il soggetto viene illuminato da una lama di luce continua attraverso una feritoia anulare di circa 0.1 - 0.2mm, in posizione fissa. Il soggetto è posizionato su di un portaoggetti mobile che si abbassa a velocità infinitesimale lungo l'asse ottico dell'obiettivo, mediante un pistone ad olio controllato elettronicamente o un motorino demoltiplicato. L'otturatore viene mantenuto aperto sulla posa "B" e la messa a fuoco è fissa alla distanza dell'anello di luce. Al passaggio del soggetto attraverso l'anello di luce, la pellicola lo registra per piani (tagli) successivi, tutti nitidi. La velocità di abbassamento varia da 1mm/sec a 1mm/100sec, a seconda dell'intensità della luce utilizzata, della sensibilità della pellicola e del tipo di soggetto. La durata dell'esposizione è il tempo impiegato dal soggetto per attraversare completamente il fascio di luce.

ESEMPIO: soggetto alto 20mm, velocità 1mm/min -> esposizione di 20min.
ESEMPIO: soggetto alto 20mm, velocità 1mm/30sec -> esposizione di 10min. Il vantaggio risiede nell'aggirare le leggi che regolano i limiti della profondità di campo.

La formula della PDC è: f = diaframma impostato
G = rapporto di ingrandimento n:n
30 = coefficiente fisso

Esempio: con f/16 e G = 1:10 si ha una PDC = 117.33 millimetri. con f/16 e G = 1:1 si ha una PDC = 2.13 millimetri. con f/16 e G = 10:1 si ha una PDC = 0.12 millimetri

Quindi, la PDC in funzione dell'ingrandimento (G) decresce velocemente. O si mantiene un ingrandimento basso, o si diaframma al massimo (ma oltre f/32 gli obiettivi macro non chiudono). Dal momento che la PDC raddoppia ogni volta che si chiude il diaframma di 2 stop, per fotografare a 1:1 un oggetto di 20mm di altezza, rendendo i 20mm tutti nitidi, occorrerebbe un diaframma f/256! Di qui il vantaggio della macroscansione. Le macrofotografie a scansione sono estremamente nitide e ricche di particolari, ma lo sfondo risulta immancabilmente nero. La prospettiva, inoltre, viene modificata, non esistendo più una fuga prospettica. Queste limitazioni restringono il campo di azione della tecnica all'acquisizione di immagini scientifiche o in serie, dove la presenza di uno sfondo nero può essere un vantaggio in termini di omogeneità delle immagini. In virtù dell'alta definizione, è indispensabile pulire il soggetto sotto un microscopio stereoscopico.

 


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