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avantiindietro Macrofotografia a scansione (Macroscansione)

schema di apparato per macrofotografia a scansioneTecnica fotografica sofisticata, che offre risultati spettacolari per nitidezza e profonditÓ di campo.

E' necessaro un ambiente totalmente oscurato, con la fotocamera fissata su di un solido stativo a colonna. Il soggetto viene illuminato da una lama di luce continua attraverso una feritoia anulare di circa 0.1-0.2mm, in posizione fissa. Il soggetto, invece, Ŕ posizionato su di un portaoggetti mobile che si abbassa a velocitÓ infinitesimale lungo l'asse ottico dell'obiettivo, mediante un pistone ad olio controllato elettronicamente o un motorino demoltiplicato.

L'otturatore viene mantenuto aperto sulla posa "B" e la messa a fuoco Ŕ fissa alla distanza dell'anello di luce. Al passaggio del soggetto attraverso l'anello di luce, la pellicola lo registra per piani successivi, tutti nitidi.

La velocitÓ di abbassamento varia da 1mm/sec a 1mm/100sec, a seconda dell'intensitÓ della luce utilizzata, della sensibilitÓ della pellicola/sensore e del tipo di soggetto. La durata dell'esposizione Ŕ il tempo impiegato dal soggetto per attraversare completamente il fascio di luce. Ad esempio:

  • soggetto alto 20mm con velocitÓ di 1mm/min: esposizione di 20min.
  • soggetto alto 20mm con velocitÓ di 1mm/30sec: esposizione di 10min.

Il grande vantaggio della macrofotografia a scansione risiede nell'aggirare le leggi che regolano i limiti della profonditÓ di campo.

In generale, la formula della profondità di campo (PDC) è:

formula della profondità di campo, in base a diaframma impostato e rapporto di ingrandimento

in cui:

f = diaframma impostato
G = rapporto di ingrandimento n:n
30 = coefficiente fisso.

Ad esempio, con un rapporto di ingrandimento G = 1:10 (cioè 0.1 ingrandimenti) e un diaframma f/16 si ha una PDC pari a 117.33 millimetri, cioé 11.7cm. Con G = 1:1 (1x) e f/16 si ha una PDC di 2.13 millimetri. Con G = 10:1 (10x) e f/16 si ha una PDC di 0.12 millimetri.

Quindi, la PDC decresce velocemente all'aumentare dell'ingrandimento. O si mantiene un ingrandimento basso, o si diaframma al massimo, ma oltre un certo diaframma gli obiettivi macro non "chiudono".

Dal momento che la PDC raddoppia ogni volta che si chiude il diaframma di 2 stop, per fotografare a 1:1 un oggetto di 20mm di altezza, rendendo i 20mm tutti nitidi, occorrerebbe un diaframma f/256, purtroppo impossibile da avere. Di qui il vantaggio della macroscansione, che mette insieme sullo stesso scatto i piani sicuramente nitidi del soggetto.

Le macrofotografie a scansione sono estremamente nitide e ricche di particolari, ma lo sfondo risulta immancabilmente nero. La prospettiva, inoltre, viene modificata, non esistendo pi¨ una fuga prospettica. Queste limitazioni restringono il campo di azione della tecnica all'acquisizione di immagini scientifiche o in serie, dove la presenza di uno sfondo nero pu˛ essere un vantaggio in termini di omogeneitÓ delle immagini. Per via dell'alta definizione delle immagini risultanti, Ŕ indispensabile pulire il soggetto con un pennellino sotto un microscopio stereoscopico.

Per citazioni
Gian Luca Agnoli, Manuale di Fotografia Chrysis.net, URL: http://www.chrysis.net/photo/.