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avantiindietro Profondità di campo e prospettiva

Profondità di campo

La funzione del diaframma è quella di regolare la profondità di campo (PdC) , cioè la zona di nitidezza che precede e segue il soggetto focalizzato. Questa zona di nitidezza può essere immaginata come una serie infinita di "piani" verticali che divengono via via meno nitidi più si allontanano dal soggetto messo a fuoco.

In realtà, l'immagine è perfettamente nitida solo nel piano di focalizzazione e il fuoco di tale piano cade proprio in corrispondenza del piano pellicola. Il fuoco dei piani sfuocati va a cadere dietro o davanti al piano pellicola. Questi raggi sfuocati vengono riprodotti come cerchi di confusione, con diametro proporzionale alla distanza fra piano di focalizzazione e piano pellicola. Se questi punti sono numerosi domina la sfuocatura.

cerchio di confusione

Un punto focalizzato P creerà un'immagine I proprio sul piano pellicola (PP). I punti al di qua (P'') e al di là (P') del punto a fuoco avranno il fuoco che va a cadere dietro e davanti al piano pellicola. Nella realtà si tratta di un fascio di raggi luminosi che vengono rifratti dalle lenti dell'obiettivo e convergono, cioè si focalizzano, a formare l'immagine. I raggi dei punti P' e P'', che convergono a distanze diverse dal PP, descriveranno non singoli punti, ma circoli di punti: i cerchi di confusione.

I piani di messa a fuoco P' e P'', per i quali il diametro del cerchio di confusione in I' e in I'' è ancora accettabile, definiscono i limiti della profondità di campo, cioè quell'intervallo in cui il soggetto risulta nitido. Il diametro dei cerchi di confusione è proporzionale all'entità della sfuocatura, quindi è proporzionale alla distanza dal piano pellicola. La nitidezza di un'immagine dipende quindi dal diametro dei cerchi di confusione.

0.026 mm è il limite ottico per il cerchio di confusione nel formato 24x36, in genere arrotondato a 0.03 mm. Al di sotto di questo limite l'occhio umano non distingue un cerchio da un punto; al di sopra, l'occhio inizia invece a percepire l'entità della sfuocatura. Il diametro-limite per un negativo 6x6 è il doppio, perché per ottenere un dato ingrandimento a partire dal negativo 6x6 saranno necessari meno passaggi che da un negativo 24x36.

Chiudendo il diaframma (d), il circolo di confusione diventa più piccolo. Lo stesso punto P, cioè, appare più a fuoco. Ma anche l'intero intervallo dei piani prima (P'') e dopo (P') risulta più nitido e quindi si estende a piani molto vicini e piani molto lontani: la profondità di campo aumenta.

cerchio di confusione a diaframma chiuso

Negli modelli ottici di cui sopra abbiamo indicato i piani al di qua e al di là del piano focalizzato come simmetrici rispetto al piano focalizzato stesso. In realtà, il campo nitido è ripartito in modo non simmetrico: il campo nitido dietro il soggetto - detto anche Distanza Lontana - è circa doppio rispetto a quello davanti - detto Distanza Vicina.

 

Ripartizione del campo nitido rispetto al piano di messa a fuoco variando la distanza e l'ingrandimento di ripresaProfondità di campo in macro

In macrofotografia, invece, per via dell'ingrandimento maggiore, la distribuzione del campo nitido rispetto al piano di messa a fuoco è pressoché simmetrica.

A parità di distanza di ripresa e di diaframma, la profondità di campo è inversamente proporzionale alla lunghezza focale (aumenta con i grandangolari, diminuisce con i teleobiettivi).

Inoltre, è direttamente proporzionale alla distanza di messa a fuoco.

In ogni caso, più piccolo è il "foro" del diaframma, maggiore sarà la profondità di campo.

 

Prospettiva

Ampia, stretta, dal basso, dall'alto, compressa. Sono tutti aggettivi che definiscono la prospettiva di una ripresa, cioè di come è stato reso un dato soggetto rispetto al mondo circostante.

La prospettiva è l'effetto visivo che determina quanto vicino o lontano appare lo sfondo dal soggetto, dice Canon nel suo libro EF Lens Work III. Se è così - ed è così - allora il fotografo ha moltissime possibilità di resa del soggetto. Ma questo significa che deve sapere controllare la prospettiva.

Minore è la lunghezza focale dell'obiettivo, ad es. con un grandangolo, maggiore è l'effetto visivo di allontanamento dello sfondo dal soggetto. Viceversa per i teleobiettivi, con i quali lo sfondo sembra comprimersi a ridosso del soggetto.

In autostrada per Toronto

In autostrada per Toronto: esempio di effetto prospettico di compressione, proprio di un teleobiettivo.

Saper controllare la prospettiva consente, ad esempio, di far risaltare lo sfondo rispetto al soggetto, o, al contrario, il soggetto rispetto allo sfondo. Ecco perché è fondamentale la scelta dell'obiettivo in base all'effetto prospettico che si desidera realizzare.

Per citazioni
Gian Luca Agnoli, Manuale di Fotografia Chrysis.net, URL: http://www.chrysis.net/photo/.