
Il
flash si rende necessario in condizioni di luce
scarsa o per evitare immagini mosse o ricche di
dominanti, consentendo di lavorare con tempi veloci
(da 1/30" a 1/500", a seconda della fotocamera), ma non solo.
L'emissione luminosa da parte di un flash è brevissima (1/30.000" in alcuni casi) e permette di congelare i movimenti anche più rapidi.
Raddoppiando la distanza fra flash e soggetto, l'illuminazione si distribuisce su una superficie quattro volte più grande, ma l'intensità della luce emessa si riduce a 1/4. Triplicando la distanza, la superficie diventa 9 volte più ampia, ma la luce si riduce a 1/9, e così via.

Da questa legge discende il concetto di "potenza" del flash, o numero guida, che però va riferito ad una distanza precisa da cui sarà possibile ricavare la riduzione - o l'aumento - della luce al variare di quella distanza.
Il numero guida (NG) è una grandezza caratteristica del flash e dà un'idea immediata del suo potere illuminante. Conoscendo la distanza flash-soggetto, il NG serve per ricavare il diaframma di lavoro da impostare sull'obiettivo:

ESEMPIO. Flash con NG=30 per 100 ISO. Quale diaframma va impostato se il soggetto è a 3 metri dal flash? Diaframma = 30 : 3 = 10, cioè un diaframma vicino a f/11.
Per ricavare il Numero Guida in base ad una sensibilità ISO diversa da quella per cui il NG è dato si usa la seguente formula:
ESEMPIO: flash con NG=20 per 100 ISO. Utilizzando una Kodachrome 25 ISO, quale sarà il nuovo NG? Il NG per 25 ISO è: 20 x (25/100) = 10.
Il tempo di sincro-flash di una fotocamera indica la massima velocità di scorrimento delle tendine dell'otturatore durante la quale si otterrà una corretta esposizione flash di tutto il fotogramma.
La tendina in chiusura parte immediatamente dopo che la prima tendina si è aperta totalmente. Per avere tempi sempre più rapidi, l'apertura viene parzializzata: la II tendina parte prima che sia arrivata in fondo la prima. Se parte quando la prima è arrivata a ¾ del fotogramma il tempo sarà di 1/250"; se parte a metà fotogramma si avrà un tempo di 1/500".
Per tutti i tempi più brevi del tempo di sincro-lampo solo una parte del fotogramma risulterà esposta correttamente, metre la restante sarà sottoesposta.
La posizione del flash determina l'effetto finale.
Un flash a slitta sulla fotocamera o a torcia
di lato illumina il soggetto frontalmente e totalmente,
ma produrrà occhi rossi in animali e uomini (la retina è
estremamente vascolarizzata), riflessi su superfici lucide (vetri, lamiere,
occhiali); ombre marcate su sfondi alle spalle del soggetto
(pareti di una stanza); appiattimento del soggetto e annullamento della
sua tridimensionalità. Si ricorre quindi a tecniche di orientamento del flash - o dei flash - per correggere questi difetti.
Utilizzando un flash vanno sempre tenute presenti le Leggi ottiche della Riflessione e della Rifrazione: i raggi luminosi hanno un angolo
di riflessione uguale a quello di incidenza (i=r). Nel caso di un'interfaccia aria/vetro - mezzi cioè
a differente indice di rifrazione - l'angolo di rifrazione è inferiore a quello di
incidenza e tende a chiudersi verso la perpendicolare
alla superficie nel punto di incidenza.
E' per la legge della riflessione che un vetro rifletterà il fascio del flash se l'emissione è frontale; ma è grazie a questa che potremo fotografare soggetti riflettenti orientando diversamente il flash, senza incorrere nei riflessi.
Gli inconvenienti di cui sopra si evitano allontanando il flash dall'asse ottico (con un cavo-sincro) e/o indirizzando l'emissione luminosa in modo indiretto sul soggetto. L'ideale è disporre di più flash: uno di piccola potenza sulla fotocamera (luce di rischiaramento) e uno di maggior potenza collegato via cavo o tramite servocellula, diversamente posizionato (luce principale).
Tecnica di rischiaramento del soggetto con luce flash in luce-ambiente, tramite una breve emissione luminosa che schiarisce le ombre indotte dalla luce naturale. Il colpo di flash come riempimento sarebbe insufficiente da solo per consentire una corretta esposizione, ma, abbinato alla luce ambiente, alza la luminanza complessiva della scena e il contrasto si abbassa. Si ottiene così un primo piano rischiarato, inserito in un contesto di luce-ambiente naturale. La tecnica del Fill-in si applica soprattutto nel controluce.
Tecnica per fotografare in luce scarsa (in ombra, ambienti scuri, boschi, etc.) con tempi lunghi, sottoesponendo di ½-1 stop e colpendo il soggetto con uno o più lampi di flash tenuto in mano. Ad esempio: per una data scena l'esposimetro segna 5" di tempo di esposizione. Si imposta un tempo di 3" e si scatta, azionando contemporaneamente il flash ad una distanza ravvicinata dal soggetto nell'intervallo dell'esposizione.
Automatismo che opera interrompendo l'emissione
del lampo quando un apposito sensore giudica sufficiente
la quantità di luce che ha colpito il soggetto,
attraverso la misurazione della luce riflessa dal soggetto stesso. È una tecnica avanzata che
permette il sincro-flash sia con il tempo nominale
di sincro (ad es. 1/125"), sia con tutti gli altri tempi superiori
ad esso (ad es. 1/60", 1/30", etc.), calcolando in tempo reale i valori dell'esposizione
in numerosissime situazioni fotografiche. Molto
affidabile anche in macrofotografia, a patto che
il soggetto sia al centro del fotogramma o che occupi gran parte
del fotogramma.
Esempio
di collegamento multiflash TTL:
For citation purposes
Agnoli G.L. & Rosa P., Chrysis.net web site, interim version
09-Apr-2009
, URL: http://www.chrysis.net/.