I filtri fotografici

Ultimo aggiornamento 09 Luglio 2020

I filtri correggono dominanti di colore, introducono effetti intenzionali e arricchiscono immagini soggettivamente carenti.

Ogni filtro introduce una perturbazione nel sistema ottico rappresentato da soggetto – obiettivo – pellicola. Nella pratica, assorbe parte della luce che arriva alla pellicola secondo un suo proprio fattore-filtro. La caduta di luce deve essere compensata con un aumento del tempo di esposizione proporzionale al fattore-filtro.

Le pellicole a colori sono tarate per luce artificiale o per luce naturale. Le seconde sono sensibili a una T° di colore di 5.500 – 5.900°K, e registrano subito delle dominanti cromatiche se esposte in luce a diversa T° di colore. Con le diapositive il rischio delle dominanti aumenta. In questi casi si ricorre ai filtri di conversione, che sfruttano la complementarietà dei colori (ad es. il magenta è il colore complementare del verde):

  • il filtro rosso (R) assorbe blu (B) e verde (G)
  • il filtro cyan (B+G) assorbe rosso (R)
  • il filtro verde (G) assorbe rosso (R) e blu (B)
  • il filtro magenta (B+R) assorbe verde (G)
  • il filtro blu (B) assorbe rosso (R) e verde (G)
  • il filtro giallo (R+G) assorbe blu (B).

Se invece si sta utilizzando una pellicola per luce diurna (T° = 5500 °K) e si vuole correggere la temperatura di colore di una qualunque sorgente, sarà necessario disporre dei seguenti filtri:

  • filtro di conversione 85 (arancio) per cielo blu e soggetto in ombra (12.000°K)
  • filtro di conversione 85C (arancio) per cielo sereno o alba (10.000°K)
  • filtro di conversione 81EF (giallo) per cielo a mezzogiorno (8.000°K)
  • filtro di conversione 81A (giallo) per soggetto con cielo nuvoloso (6.000°K)
  • filtro di conversione 80A (blu) o 82A (blu) per sole all’orizzonte (3.000°K)

Tabella dei filtri di conversione:

FILTRI

BLU

FILTRI

AMBRA

Filtro

fattore

filtro:

conversione da a:
Filtro

fattore

filtro:

conversione da a:
80A
2

3200

> 5500 °K

81
1/3

3300

> 3200 °K

80B

1

1/3

3400

> 5500 °K

81A
1/3

3400

> 3200 °K

80C
1

3800

> 5500 °K

81B
1/3

3500

> 3200 °K

80D
2/3

4200

> 5500 °K

81C
1/3

3600

> 3200 °K

82C
2/3

2800

> 3200 °K

81D
1/3

3700

> 3200 °K

82B
2/3

2900

> 3200 °K

81EF
1/3

3850

> 3200 °K

82A
1/3

3000

> 3200 °K

85C
2/3

5500

> 3800 °K

82
1/3

3100

> 3200 °K

85
2/3

5500

> 3400 °K

Si vede anche in questo come il digitale abbia rivoluzionato il mercato (e il modo di pensare) della fotografia, grazie alla funzione di bilanciamento del bianco in base alla temperatura di colore della scena, raggiunta in tempo reale e senza necessità di filtri aggiuntivi.

 

Rassegna dei filtri principali

Filtro Polarizzatore = filtro che elimina parte della luce polarizzata riflessa dalle superfici lisce non metalliche. Lascia passare tutti i colori e ne aumenta la saturazione. Essendo costituito da un gruppo ottico di due elementi mobili, ruotando la ghiera anteriore si ottiene una variazione continua dell’effetto-filtro e, grazie alla visione reflex, è possibile tenerne sotto controllo il risultato. La misurazione TTL compensa automaticamente il fattore-filtro, che varia al ruotare della ghiera. In generale, il fattore-filtro è di 1-2½ stop. L’effetto di massimo filtraggio dipende dall’angolo fra asse ottico dell’obiettivo e piano riflettente, in genere 35°. Il blu del cielo viene saturato quando si fotografa con l’obiettivo parallelo al suolo e il massimo effetto si ha quando l’asse obiettivo-soggetto è ad angolo retto con la direzione di incidenza del sole (o di un’altra sorgente luminosa).

Filtri ND = filtri grigi che riducono la luce che attraversa l’obiettivo in caso di eccessiva luminosità della scena (ad es. per fotografare con tempo lento una scena molto luminosa). Filtrano tutte le lunghezze d’onda dello spettro. Ve ne sono di tre tipi: uniformi, radiali o graduali (GND). Questi ultimi consentono di filtrare solamente una porzione dell’immagine e sono particolarmente utili nella fotografia paesaggistica, in cui spesso ci si trova ad operare con un cielo molto luminoso e un terreno in ombra. I paesaggisti americani ne fanno largo uso, e a ragione. Vengono prediletti quelli a lastra (tipo Cokin), ma di dimensioni superiori, da maneggiare eventualmente anche a mano, in modo da poter posizionare la transizione fra fattore filtro e trasparenza dove meglio si adatta. Vengono prodotti con fattore filtro di 1 stop da una gradazione alla successiva, ad esempio ND 0.3 (1 stop), ND 0.6 (2 stop), ND 0.9 (3 stop), etc.

Filtro Skylight = filtro con debole intonazione calda e fattore filtro pari a 1, il che non rende necessaria alcuna compensazione esposimetrica. Può essere usato come filtro di protezione della lente frontale dell’obiettivo, ma solo in caso di necessità reale (spruzzi, vegetazione, ecc.).

Filtri 80A e 80B = filtri di conversione, per utilizzare pellicole tarate per luce diurna con luce artificiale (80A) o viceversa (80B).

Filtri 81A e 81B = filtri di correzione della T° di colore, per ridurre il rischio o l’entità delle dominanti bluastre in montagna, con cielo coperto o con ombre. Fattore filtro pari a 1.

Filtro Ultravioletto (UV) = filtro che assorbe i raggi UV, i raggi violetti e parte dei blu e dei verdi, in pieno sole. Secondariamente, riduce la foschia, rendendo più leggibili i dettagli. Fattore-filtro pari a 1.

Filtri colorati per Bianco e Nero – Il filtro verde attenua la foschia, schiarisce e differenzia il fogliame, scurisce i rossi e i blu; il filtro giallo migliora la resa cromatica dei verdi, dei rossi e dei gialli nei paesaggi; il filtro arancio scurisce il blu del cielo, mette in risalto le nuvole; attenua le imperfezioni della pelle; il filtro rosso accentua i contrasti e scurisce i colori, rendendo quasi nero il cielo blu; schiarisce la pelle e le labbra fino ad un pallore irreale.

Filtri per pellicole sensibili all’infrarosso – Sono indispensabili per fotografare utilizzando quelle pellicole speciali. L’uso di film all’IR senza filtri dà immagini irreali con ombre nere e non rende le variegazioni del fogliame, per cui si usano i filtri Kodak Wratten (15, 25, 29, 70, 87, 87C e 88A). Il filtro rosso elimina la foschia. I filtri all’apparenza neri (87, 88) scuriscono il cielo e schiariscono le foglie. L’esposizione va misurata senza filtro, usando una sensibilità di 50 ISO con i filtri trasparenti e di 25 ISO con quelli “neri”.

Consigli fotografici

  • Per evitare l’oscuramento dei bordi (vignettatura) indotto da un filtro su un obiettivo grandangolare bisogna montare o un filtro di diametro maggiore di quello nominale, oppure un filtro specifico “wide” con montatura ribassata.
  • Per evitare cadute qualitative importanti e assicurare un’elevata trasparenza, usare filtri con trattamento multistrato (Multicoated).
  • Per evitare che impronte digitali, umidità e polvere possano compromettere sensibilmente la resa dell’immagine, utilizzare filtri appositamente trattati, ad es. i B+W Multi Resistent Coating, che limitano la possibilità di adesione di materiali estranei alla superficie del filtro.

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Per citazioni

Agnoli G.L. (2020) Manuale di Fotografia di Chrysis.net - I filtri fotografici, in: Chrysis.net website. Interim version 01 October 2020, URL: https://www.chrysis.net/it/fotografia/manuale-di-fotografia/filtri-fotografici/.