Fotomicrografia

Ultimo aggiornamento 09 Giugno 2020

Fotomicrografia ottica

La fotomicrografia con microscopio ottico non richiede particolari accorgimenti, se non la conoscenza della temperatura di colore della fonte di illuminazione utilizzata. Vetrini biologici e/o sezioni sottili geologiche, essendo soggetti bidimensionali, vengono illuminati per trasmissione da una lampada a luce artificiale a basso voltaggio, per cui si userà una pellicola tarata per luce artificiale, oppure si potrà filtrare l’illuminazione con un filtro di conversione (in gelatina).

I soggetti tridimensionali vanno invece fotografati con un microscopio stereoscopico, dotato di illuminazione a neon o a LED o a fibre ottiche.

Generalmente, l’esposizione suggerita dalla fotocamera sarà quella corretta. Un buon microscopio disporrà anche di diaframma, a meno che esso non sia già presente sul raccordo fotografico. Esistono vari accessori, come oculari fotografici a vari ingrandimenti, obiettivi, filtri, illuminatori, bracci flessibili, etc.

Gli ingrandimenti si determinano moltiplicando il potere di ingrandimento dell’obiettivo (es. 10x) per quello dell’oculare (es. 4x).

Fotomicrografia elettronica

La fotomicrografia elettronica, a fronte della perdita della registrazione dei colori, permette ingrandimenti estremamente elevati con il mantenimento della profondità di campo. L’immagine è infatti una elaborazione elettronica del segnale portato dagli elettroni sparati sul soggetto e da esso raccolti da un rivelatore. I soggetti non conduttori devono prima essere rivestiti di uno strato micrometrico d’oro o di grafite (metallizzazione per evaporazione); questo trattamento si può applicare a oggetti precedentemente disidratati e capaci di sopportare il vuoto nella camera portacampione. Con la microscopia elettronica si possono raggiungere le centinaia di migliaia di ingrandimenti. I microscopi elettronici possono essere di due tipi fondamentali: a trasmissione e a scansione: i primi permettono l’osservazione di preparati sottili, metre i secondi accettano preparati massivi.

Le immagini da elettroni possono rivelare caratteri topografico-morfologici (immagini da elettroni secondari) o differenze di densità, basate sulla presenza di elementi chimici differenti (immagini da elettroni retrodiffusi).


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Per citazioni

Agnoli G.L. (2020) Manuale di Fotografia di Chrysis.net - Fotomicrografia, in: Chrysis.net website. Interim version 01 October 2020, URL: https://www.chrysis.net/it/fotografia/manuale-di-fotografia/fotomicrografia/.