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   GIAN LUCA AGNOLI PHOTOGRAPHY - Manuale di Fotografia
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Fotografare i Paesaggi

Per paesaggio si intendono diversi soggetti fotografici, dai panorami più ampi ai semplici particolari, il cielo, i fenomeni atmosferici ed esosferici (acque, laghi, fiumi, cascate).

La morfologia di un paesaggio può essere poco interessante, ma potrebbe acquisire significato grazie ai suoi colori, o grazie ai fenomeni che si impostano su di esso. Nelle ultime e nelle prime ore del giorno la luce muta velocemente, colorandosi di rosa, rosso, giallo, blu. Un sole splendente in pieno giorno può essere causa di dominanti, così come un paesaggio ripreso con un grandangolare invece che con un teleobiettivo può risultare banale e insignificante. Se da un lato è di fondamentale importanza la bellezza o la particolarità del paesaggio, dall'altro è indispensabile la tecnica espositiva e la luce di ripresa.

Regola

fotografare con luce della prima mattina o del pomeriggio inoltrato, quando dominano tonalità calde e i raggi solari sono radenti

Una foto di paesaggio dovrebbe essere caratterizzata da massima resa dei dettagli (-> pellicola a bassa sensibilità), massima profondità di campo (-> treppiede, appoggio), assenza di dominanti cromatiche (-> compensazioni, filtri, ore del giorno adeguate), correzione del 'mosso' (-> scatto flessibile con treppiede), assenza di elementi di disturbo (-> controllo della composizione e scelta della lunghezza focale adeguata), assenza di riflessi parassiti (-> paraluce). Treppiedi di fortuna possono essere un tronco, la borsa fotografica, rocce, mentre in mancanza di scatto flessibile può essere usato il ritardo dell'autoscatto.

Per quanto riguarda la messa a fuoco e la profondità di campo, è sempre bene mettere a fuoco il soggetto principale (generalmente il più vicino) e includere lo sfondo chiudendo il diaframma dell'obiettivo.

 

Il Grandangolare nella foto di paesaggio. Quando il paesaggio è interessante fotograficamente in tutta la sua estensione, si utilizza un obiettivo di l.f. corta: < 50mm per il formato 24x36 e < 75mm per il medio formato. Indispensabile il paraluce originale, l'unico espressamente studiato per non interferire otticamente (-> vignettatura). Filtri: montature ribassate (versioni grandangolari) o diametro molto maggiore del passo nominale. La linea dell'orizzonte deve essere sempre tenuta sotto controllo, dal momento che la sua inclinazione è particolarmente evidente nelle riprese grandangolari. Esposizione: media tra cielo e terreno. Le deformazioni prospettiche aumentano dal centro ai bordi dell'inquadratura. Vantaggi: estesa profondità di campo nitido. Svantaggi: allontanamento prospettico (che aumenta al diminuire della lunghezza focale).
13mm, 14mm e 15mm consentono immagini ad effetto, con deformazioni prospettiche esagerate e suggestive. Queste focali raccolgono luce da ogni lato, per cui bisogna fare attenzione ai raggi luminosi laterali. Il 20mm, senza un'esagerazione prospettica esagerata, coinvolge l'osservatore e lo spinge dentro la scena, dando grande risalto al primo piano e allontanando lo sfondo. Non ci sono limitazioni nell'uso a mano libera e si può fotografare tranquillamente anche con tempi di 1/4". Con il 24mm l'effetto grandangolare si riduce in modo notevole, ma è forse la focale grandangolare più apprezzata dai professionisti. Il 28mm è il grandangolare standard, mentre il 35mm è molto moderato, tanto che in alcuni corredi può sostituire l'obiettivo "normale" da 50mm.

Il Teleobiettivo nella foto di paesaggio. Utilizzo: impossibilità di avvicinarsi ad un particolare paesaggio o metterne in risalto solo una porzione. Risultato: cambiare la prospettiva con cui il soggetto apparirà nell'immagine. Esempio: filare di alberi. Con un 20mm si ha allontanamento del filare, con grande profondità della scena. Con un 400mm si ottiene una compressione della scena, con gli alberi addossati tra loro. Più l'obiettivo è potente, più è difficile ottenere foto non mosse -> monopiede o treppiede pesante (ev. appesantito legando alle tre gambe un peso centrale o appendendo la borsa fotografica all'altezza del baricentro del tele). Quando si usa un teleobiettivo è più facile ottenere immagini mosse con i paesaggi, che non, per esempio, con animali in movimento. Infatti, nel secondo caso, la coppia teleobiettivo/fotocamera segue il movimento dell'animale con un movimento fluido, non sottoposto alle vibrazioni irregolari tipiche di quando si inquadra un soggetto statico. È sempre opportuno controllare la profondità di campo attraverso il mirino in modo da valutarla in anticipo. Il limitato angolo di visione del teleobiettivo fa' sì che la lettura esposimetrica sia in linea di massima corretta. Vantaggi: aumento dell'ingrandimento e esclusione degli elementi di disturbo. Svantaggi: schiacciamento prospettico dei piani con effetto di compressione.


Consigli...

  • per avere la max PDC: mettere a fuoco "a mano" invece che attraverso il mirino, posizionando il simbolo di infinito non sull'indice di messa a fuoco, ma sull'indice corrispondente al diaframma al quale si desidera scattare, nella scala immediatamente adiacente a quella delle distanze
  • puntare l'esposimetro sulle parti più chiare (aree in luce senza il sole nell'inquadratura), in modo da schiarire le eventuali ombre
  • tramonto: media delle letture sullo sfondo e sulle aree più vicine al sole, poi bracketing di ±1½ stop: in genere, la foto sovraesposta sarà quella più fedele alla realtà; quella sottoesposta, invece, sarà più satura e spettacolare
  • abbassando la fotocamera al suolo si modifica la prospettiva, come pure passando da un tele a un grandangolare: con un 20mm basta indietreggiare di 2 metri dal soggetto per spedirlo in secondo piano
  • evitare di posizionare eventuali linee forti (es. filari) agli angoli del fotogramma
  • con luce scarsa: posa "B", ma al di sotto di 1/8" si incorre nel difetto di reciprocità
  • in scene notturne, con tempi superiori al tempo più lungo che l'esposimetro è in grado di calcolare, si esegue una lettura a tutta apertura e la si memorizza, si porta il diaframma al valore desiderato e si espone con un tempo dato da: tempo memorizzato moltiplicato per il numero degli stop chiusi, per 2 (si raddoppia, per aggirare il difetto di reciprocità).

 


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