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Fotografare
i Paesaggi
Per
paesaggio si intendono diversi soggetti fotografici, dai
panorami più ampi ai semplici particolari, il cielo, i fenomeni
atmosferici ed esosferici (acque, laghi, fiumi, cascate).
La
morfologia di un paesaggio può essere poco interessante,
ma potrebbe acquisire significato grazie ai suoi colori, o grazie
ai fenomeni che si impostano su di esso. Nelle ultime e nelle prime
ore del giorno la luce muta velocemente, colorandosi di rosa, rosso,
giallo, blu. Un sole splendente in pieno giorno può essere
causa di dominanti, così come un paesaggio ripreso con un
grandangolare invece che con un teleobiettivo può risultare
banale e insignificante. Se da un lato è di fondamentale
importanza la bellezza o la particolarità del paesaggio,
dall'altro è indispensabile la tecnica espositiva e la luce
di ripresa.
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Regola
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fotografare con luce della prima mattina o
del pomeriggio inoltrato, quando dominano
tonalità calde e i raggi solari sono
radenti |
Una
foto di paesaggio dovrebbe essere caratterizzata da massima resa
dei dettagli (-> pellicola a bassa sensibilità), massima
profondità di campo (-> treppiede, appoggio), assenza
di dominanti cromatiche (-> compensazioni, filtri, ore del
giorno adeguate), correzione del 'mosso' (-> scatto flessibile
con treppiede), assenza di elementi di disturbo (-> controllo
della composizione e scelta della lunghezza focale adeguata), assenza
di riflessi parassiti (-> paraluce). Treppiedi di fortuna
possono essere un tronco, la borsa fotografica, rocce, mentre in
mancanza di scatto flessibile può essere usato il ritardo
dell'autoscatto.
Per
quanto riguarda la messa a fuoco e la profondità di campo,
è sempre bene mettere a fuoco il soggetto principale
(generalmente il più vicino) e includere lo sfondo
chiudendo il diaframma dell'obiettivo.
Il
Grandangolare nella foto di paesaggio.
Quando il paesaggio è interessante fotograficamente
in tutta la sua estensione, si utilizza un obiettivo
di l.f. corta: < 50mm per il formato 24x36
e < 75mm per il medio formato. Indispensabile
il paraluce originale, l'unico espressamente studiato
per non interferire otticamente (-> vignettatura).
Filtri: montature ribassate (versioni grandangolari)
o diametro molto maggiore del passo nominale.
La linea dell'orizzonte deve essere sempre tenuta
sotto controllo, dal momento che la sua inclinazione
è particolarmente evidente nelle riprese
grandangolari. Esposizione: media tra cielo e
terreno. Le deformazioni prospettiche aumentano
dal centro ai bordi dell'inquadratura. Vantaggi:
estesa profondità di campo nitido. Svantaggi:
allontanamento prospettico (che aumenta al diminuire
della lunghezza focale).
13mm, 14mm e 15mm consentono immagini ad effetto, con deformazioni
prospettiche esagerate e suggestive. Queste focali raccolgono
luce da ogni lato, per cui bisogna fare attenzione ai raggi luminosi
laterali. Il 20mm, senza un'esagerazione prospettica esagerata,
coinvolge l'osservatore e lo spinge dentro la scena, dando
grande risalto al primo piano e allontanando lo sfondo. Non ci sono
limitazioni nell'uso a mano libera e si può fotografare tranquillamente
anche con tempi di 1/4". Con il 24mm l'effetto grandangolare
si riduce in modo notevole, ma è forse la focale grandangolare
più apprezzata dai professionisti. Il 28mm è
il grandangolare standard, mentre il 35mm è molto
moderato, tanto che in alcuni corredi può sostituire l'obiettivo
"normale" da 50mm.
Il
Teleobiettivo nella foto di paesaggio.
Utilizzo: impossibilità di avvicinarsi
ad un particolare paesaggio o metterne in
risalto solo una porzione. Risultato: cambiare
la prospettiva con cui il soggetto apparirà
nell'immagine. Esempio:
filare di alberi. Con un 20mm si ha allontanamento
del filare, con grande profondità della
scena. Con un 400mm si ottiene una compressione
della scena, con gli alberi addossati tra loro.
Più l'obiettivo è potente, più
è difficile ottenere foto non mosse ->
monopiede o treppiede pesante (ev. appesantito
legando alle tre gambe un peso centrale o appendendo
la borsa fotografica all'altezza del baricentro
del tele). Quando si usa un teleobiettivo è
più facile ottenere immagini mosse con
i paesaggi, che non, per esempio, con animali
in movimento. Infatti, nel secondo caso, la coppia
teleobiettivo/fotocamera segue il movimento dell'animale
con un movimento fluido, non sottoposto alle vibrazioni
irregolari tipiche di quando si inquadra un soggetto
statico. È sempre opportuno controllare
la profondità di campo attraverso il mirino
in modo da valutarla in anticipo. Il limitato
angolo di visione del teleobiettivo fa' sì
che la lettura esposimetrica sia in linea di massima
corretta. Vantaggi: aumento dell'ingrandimento
e esclusione degli elementi di disturbo. Svantaggi:
schiacciamento prospettico dei piani con effetto
di compressione.
Consigli...
- per avere
la max PDC: mettere a fuoco "a mano" invece che attraverso il
mirino, posizionando il simbolo di infinito non sull'indice di
messa a fuoco, ma sull'indice corrispondente al diaframma al quale
si desidera scattare, nella scala immediatamente adiacente a quella
delle distanze
- puntare l'esposimetro
sulle parti più chiare (aree in luce senza il sole nell'inquadratura),
in modo da schiarire le eventuali ombre
- tramonto:
media delle letture sullo sfondo e sulle aree più vicine
al sole, poi bracketing di ±1½ stop: in genere, la foto
sovraesposta sarà quella più fedele alla realtà;
quella sottoesposta, invece, sarà più satura e spettacolare
- abbassando
la fotocamera al suolo si modifica la prospettiva, come
pure passando da un tele a un grandangolare: con un 20mm basta
indietreggiare di 2 metri dal soggetto per spedirlo in secondo
piano
- evitare di
posizionare eventuali linee forti (es. filari) agli angoli
del fotogramma
- con luce
scarsa: posa "B", ma al di sotto di 1/8" si incorre nel difetto
di reciprocità
- in scene
notturne, con tempi superiori al tempo più lungo che l'esposimetro
è in grado di calcolare, si esegue una lettura a tutta
apertura e la si memorizza, si porta il diaframma al valore desiderato
e si espone con un tempo dato da: tempo memorizzato moltiplicato
per il numero degli stop chiusi, per 2 (si raddoppia, per aggirare
il difetto di reciprocità).
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