
La fotocamera digitale contiene un sensore immagine al posto della pellicola, capace di convertire la luce in carica elettrica e di tradurla in segnali elettronici.

Un sensore digitale è una matrice di svariati milioni di pixel. Ogni pixel è un recettore di fotoni e il processore della fotocamera calcola quanti fotoni sono stati catturati da ogni pixel, per tutti i pixel della matrice. Il risultato di questo calcolo viene tradotto in livelli di intensità ovvero in profondità di bit (da 0 a 255 per le immagini a 8-bit).
Il calcolo a quel punto non comprende ancora l'informazione sul colore, per cui sarebbe in grado di produrre solamente un'immagine in scala di grigi. Ecco il motivo per cui ogni pixel è rivestito di un filtro "Bayer" con uno dei tre colori primari (Rosso o Verde o Blu), in modo da far passare solamente le lunghezze d'onda corrispondenti:

La matrice dei pixel ricoperti di filtri Bayer diventa così una sequenza di righe R+G e G+B:

In una tale matrice ("matrice Bayer"), il numero di pixel dotati di filtro verde (G) è doppio rispetto ai pixel rossi (R) o blu (B), nalla proporzione 50% verde, 25% rosso, 25% blu:

e questo è voluto sia per ridurre il disturbo digitale, sia per rispecchiare il fatto che la visione umana è più sensibile al verde che al rosso o al blu. [I sensori Sigma Foveon e Sony non utilizzano una matrice Bayer, ma cercano di interpretare il valore dei colori primari per ogni singolo pixel.]
Il processore della fotocamera a questo punto applica un ulteriore algoritmo, chiamato "demosaicing", attraverso cui estrae da ogni gruppo di 2x2 pixel (2 verdi + 1 rosso + 1 blu) informazioni aggiuntive sul colore, "mescolando" i valori netti dei tre colori primari e interpretando così il colore di quel dato quadrante.
I pixel presenti sul sensore non sono adiacenti, ma separati fra loro per ospitare altri dispositivi.
La densità di pixel sul sensore determina il valore in megapixel del sensore stesso.
I sensori digitali appartengono a due famiglie tecnologiche differenti: CCD (Charged Coupled Device) e CMOS (Complementary Metal Oxide Semiconductor), entrambi costruiti a partire dagli studi di Savvas Chamberlain.
I CCD vengono prodotti con processi industriali più complessi rispetto ai CMOS e mostrano una migliore sensibilità alle luci basse, mentre in presenza di luci alte tendono a generare artefatti. I CCD generano comunque meno disturbi (noise) rispetto ai CMOS.
I CMOS vengono prodotti più a basso costo, dal momento che la tecnologia richiesta è più standard. I moderni CMOS approssimano le prestazioni dei CCD e consentono di essere maggiormente miniaturizzati. Il consumo energetico per far operare un CMOS è di 1/100 rispetto al quello necessario ad un CCD.
Attualmente, non è possibile affermare la superiorità di una tecnologia rispetto all'altra in senso assoluto, dal momento che ogni tipo ha punti di forza e svantaggi che lo rendono ideale in alcune situazioni fotografiche e meno in altre. E' quindi ipotizzabile che entrambi rimarranno complementari per molto tempo.
Le fotocamere digitali reflex, a seconda della loro marca, fascia di prezzo, target di mercato, possono montare sensori digitali molto differenti. Esistono tre tipi fondamentali di sensori digitali, che si distinguono per le loro dimensioni:

Il "fattore" di moltiplicazione dei sensori più piccoli rispetto al full frame è noto come crop factor.
La dimensione del sensore determina la dimensione dell'immagine registrata. Una medesima scena viene registrata dai tre tipi di sensore nel seguente modo:

quindi con una riduzione del campo inquadrato rispetto a quello inquadrato in condizioni full-frame.
Se da un lato il campo inquadrato è minore, dall'altro lato il soggetto riempie di più un sensore piccolo rispetto al sensore full-frame. Questo significa che le proporzioni del soggetto rispetto al fotogramma sui diversi sensori sono differenti.
Per approfondimenti, si veda la pagina Obiettivi e sensori digitali.
Canon’s Full-Frame CMOS sensors: the finest tools for digital photography (1.1MB).
Per citazioni
Gian Luca Agnoli, Manuale di Fotografia Chrysis.net, URL: http://www.chrysis.net/photo/.