Chiave per l’identificazione dei generi dei Crisidi italiani

Ultimo aggiornamento 29 Agosto 2020

Viene qui riportata la chiave per l’identificazione dei generi dei Crisidi italiani.

Che cos'è una chiave per l'identificazione?

Le chiavi di identificazione

Le chiavi di identificazione – o chiavi dicotomiche – sono strumenti utilizzati nel processo di identificazione di un organismo, per attribuirlo ad un dato taxon.

Si tratta di percorsi che prendono in considerazione alcuni caratteri morfologici, fornendo opzioni generalmente alternative.

Ad esempio:

1.
Angoli posteriori della testa acuti
2
Angoli posteriori della testa ottusi
7
2.
Colore complessivo dell’addome rosso
specie-X
Colore complessivo dell’addome verde o blu, ma non rosso
3
3.

 

Nell’esempio, 1 è il primo carattere morfologico, con due opzioni contrapposte o alternative (angoli acuti o angoli ottusi). La scelta della prima opzione comporta il percorso 2, mentre la scelta della seconda opzione conduce al percorso 7: 2 e 7 si intendono quindi come “procedi al carattere numero 2” e “salta al carattere numero 7”. Il carattere immediatamente successivo della chiave, il 2, presenta a sua volta una dicotomia, che nel caso della prima opzione porta direttamente all’identificazione dell’organismo come appartenente ad una ipotetica specie-X; nel caso della seconda opzione, invece, si dovrebbe continuare col carattere numero 3, e così via.

Controllando quindi al microscopio la morfologia dell’esemplare con la chiave dicotomica, si costruisce un percorso ad esclusione per attribuire quell’esemplare ad una ben definita specie fra un ventaglio di possibilità e giungere così alla sua identificazione.

Il processo di identificazione tramite chiavi può essere gerarchico, ossia consente di passare da categorie sistematiche ampie a categorie via via più ristrette, come ad es. da Sottofamiglia a Tribù a Genere a gruppo di specie. Oppure, può operare su di uno stesso livello tassonomico, come quello per l’identificazione di una specie fra N specie possibili tutte appartenenti allo stesso Genere.

Il processo di identificazione tramite chiavi richiede capacità interpretative notevoli ed è generalmente appannaggio dello specialista, che, fra l’altro, ha esperienza in ambito morfologico-sistematico e dispone di una collezione con esemplari e specie di confronto.

Per la morfologia si rimanda a questa pagina.

Testi e immagini tratti e modificati da:

  • Rosa P., 2006 – I Crisidi della Valle d’Aosta.
  • Goulet H. & Huber J.T. (eds), 1993. Hymenoptera of the world: an identification guide to families.
  • Kimsey L.S. & Bohart R.M., 1990 (1991) – The chrysidid wasps of the world.
  • Bohart R.M. & Kimsey L.S., 1982 – A synopsis of the Chrysididae in America North of Mexico.

La prima chiave (A) consente di attribuire un dato criside ad una delle tre Sottofamiglie presenti in Italia, secondo l’ordine tassonomico di riferimento.

A) Chiave per la determinazione delle Sottofamiglie

1.
Addome con la parte ventrale convessa (fig. 1a), con 4 tergiti visibili nelle femmine e 5 nei maschi; ultimo tergite conico, appuntito e al margine non affilato né dentellato; pronoto molto allungato, più lungo che largo, con una evidente costrizione avanti il margine posteriore; propodeo molto sviluppato, dorsalmente con scultura reticolata e senza punteggiatura ben definita
Cleptinae
(Cleptes)
Addome con la parte ventrale concava (fig. 1b), con 3 tergiti visibili nelle femmine e 3 o 4 nei maschi; ultimo tergite con un distinto margine apicale a profilo affilato e a contorno liscio o variamente dentellato; pronoto trasverso, al più moderatamente allungato, senza costrizione visibile; propodeo corto, semplice, dorsalmente con punteggiatura ben definita e senza scultura reticolata
2
 
Fig. 1a: Addome ventralmente convesso.      Fig. 1b: Addome ventralmente concavo.
2.
Parti boccali sporgenti oltre il margine del clipeo, sviluppatissime, in visione laterale lunghe più del doppio della testa (fig. 2a); tegule grandi e molto larghe, che coprono la base di entrambe le ali; metanoto prolungato in una appendice di forma trilobata; maschi con 4 tergiti addominali visibili, femmine con 3; in entrambi i sessi il 1° tergite è quasi interamente metallico ed i successivi color carne, al più con deboli riflessi metallici; margine apicale dell’ultimo tergite con numerosi dentelli irregolari
Parnopinae
(Parnopes)
Parti boccali generalmente non sporgenti oltre il margine del clipeo, in caso contrario in visione laterale più corte della lunghezza della testa (fig. 2b); tegule normali, corte, che coprono soltanto la base dell’ala anteriore; metanoto in genere semplice, l’eventuale prolungamento mai trilobato; entrambi i sessi con 3 tergiti addominali visibili, generalmente metallici; se color carne, anche il primo non metallico; margine apicale variabile
Chrysidinae
(Elampini e
Chrysidini)
Parti boccali sviluppatissime
Fig. 2a: Parti boccali molto sviluppate.
Parti boccali normali
Fig. 2b: Parti boccali normali.

Le Sottofamiglie Cleptinae e Parnopinae non sono suddivise in tribù e sono rappresentate in Italia da un solo Genere, rispettivamente Cleptes e Parnopes. Quindi, l’attribuzione di un esemplare all’una o all’altra Sottofamiglia comporta automaticamente la sua attribuzione al Genere corrispondente.

La Sottofamiglia Chrysidinae, al contrario, è ricchissima di specie e viene suddivisa nelle tribù Elampini e Chrysidini, per cui richiede una chiave dicotomica intermedia.

B) Chiave per la determinazione delle Tribù della Sottofamiglia Chrysidinae

1.
Unghie dei tarsi con uno o più denti (fig. 3a), carena preoccipitale assente; margine apicale del terzo tergite senza alcuna fila di fossette preapicali
Elampini
Unghie dei tarsi semplici (fig. 3b); carena preoccipitale presente, con un dentino esterno più o meno sviluppato; margine apicale del terzo tergite con una fila di fossette preapicali, a volte molto piccole, ma sempre presenti
Chrysidini
Unghie dei tarsi con uno o più denti
Fig. 3a: Unghie dei tarsi con uno o più denti.
Unghie dei tarsi semplici
Fig. 3b: Unghie dei tarsi semplici.

Ogni tribù è un raggruppamento di più Generi, per cui, una volta identificata la tribù, va identificato il Genere di appartenenza.

C1) Chiave per la determinazione dei Generi della Tribù Elampini

1.
Unghie dei tarsi con più di un dente preapicale
2
Unghie dei tarsi con un solo dente preapicale
6
2.
Margine apicale del T-III con un’incisione centrale
3
Margine apicale del T-III arrotondato, senza incisione centrale
Holopyga
3.
Metanoto appuntito, prolungato all’indietro in forma di lamina piatta; margine apicale del T-III con un’incisione anale quasi sempre bordata da un’evidente placca a forma di ferro di cavallo, di falce o di mezzaluna, solo eccezionalmente semplice, lateralmente limitata o meno da due dentini; cavità facciale piatta, spesso a forma di U rovesciata, leggermente corrugata; femmine con una fila di setole sotto le guance
Elampus
Metanoto convesso o conico appuntito, solo in alcuni casi distintamente appuntito e prolungato all’indietro in forma di lamina; margine apicale del T-III con un’incisione anale quasi sempre semplice, senza alcuna placca o carena; cavità facciale generalmente profonda e liscia, raramente leggermente striata verso il clipeo; femmine senza setole sotto le guance (genae)
4
4.
Scutum non punteggiato (fig. 4a) o con punti radi e superficiali disposti regolarmente su tutta la superficie (fig. 4b) o debolmente rugoso (fig. 4c); mesopleure debolmente sporgenti ventralmente in un angolo molto ottuso
Omalus

Fig. 4a: Scutum non punteggiato; Fig. 4b: Scutum con punti radi; Fig. 4c: Scutum debolmente rugoso.

Scutum punteggiato in estensione variabile, ma sempre con punti grossi e vistosamente raggruppati lungo i notauli dello scutum (fig. 5a) o verso l’estremità posteriore (fig. 5b); mesopleure distintamente sporgenti in un angolo smussato poco maggiore di 90°
5

Fig. 5a: Scutum punteggiato lungo i notauli; Fig. 5b: Scutum punteggiato verso l’estremità posteriore.

5.
Scutum con punti solamente lungo i notauli (fig. 6a); spazio malare senza carena
Philoctetes
Scutum interamente punteggiato, con grossi punti concentrati presso il margine posteriore (fig. 6b); spazio malare bisecato dal prolungamento della carena genale
Pseudomalus

Fig. 6a: Scutum punteggiato solo lungo i notauli; Fig. 6a: Scutum interamente punteggiato.

6.
Unghie tarsali con un robusto dente diretto verso l’apice; margine del T-III ai lati angolosamente sporgente
Hedychrum
Unghie tarsali con un piccolo dente mediano perpendicolare all’unghia, a volte poco distinto; margine del T-III lateralmente senza sporgenze
Hedychridium

 

C2) Chiave per la determinazione dei Generi della Tribù Chrysidini

1.
Cellula radiale delle ali anteriori molto aperta, con estremità della venatura distante almeno 3 MOD dal margine costale dell’ala (fig. 7a ); parti boccali ben sviluppate, più o meno allungate e ben visibili oltre il clipeo; in alcune specie anche il clipeo allungato; margine anale del T-III arrotondato, continuo o con numerosi dentini irregolarmente spaziati; di rado con 4 denti ben sviluppati (Stilbum), ma in tal caso il metanoto prolungato in un’apofisi molto pronunciata
2
Cellula radiale delle ali anteriori chiusa o leggermente aperta, con venatura distante meno di 2 MOD dal margine superiore dell’ala (fig. 7b ); parti boccali brevi, non o appena visibili oltre il clipeo, quest’ultimo mai allungato; margine apicale del T-III arrotondato, ondulato o con un numero variabile di denti più o meno evidenti, mai in numero superiore a 6; metanoto al più in visione laterale conico e acuminato
5

Fig. 7a: Cellula radiale molto aperta.    Fig. 7b: Cellula radiale chiusa o leggermente aperta.
2.
Capo in visione frontale stretto ed allungato; mesopleure inferiormente tridentate; metanoto posteriormente mucronato con un’apofisi larga e appiattita, superiormente incavata a forma di calice; angoli antero-laterali del T-I spigolosi; T-III con una carena trasversale molto pronunciata prima della fila di fossette preapicali, che risulta fortemente infossata, e con margine anale a quattro denti ben sviluppati
Stilbum
Capo in visione frontale al più solo leggermente più lungo che largo; mesopleure inferiormente carenate a forma di U o V, al più con soltanto 2 processi dentiformi sotto il solco scrobale; metanoto semplice, arrotondato; angoli antero-laterali del T-I largamente arrotondati; T-III senza distinta carena trasversale prima della fila di fossette, questa non distintamente infossata; margine anale senza denti, oppure con una serie di dentelli irregolari (fig. 8)
3

Fig. 8: Bordo anale con dentelli irregolari.
3.
Mesopleure inferiormente bidentate; margine anale del T-III con una serie di denti irregolari; femmina dell’unica specie italiana con inconfondibile colorazione rosa negli esemplari viventi, spesso più o meno virata al verde negli esemplari conservati, e con uno schema di disegni violetti, soprattutto quello a forma di clessidra sul T-II; T-III interamente violetto; tibie giallastre non metalliche; maschio verde con disegni blu non ben definiti, talvolta indistinti, e zampe sul lato esterno estesamente metalliche
Euchroeus
Mesopleure inferiormente carenate a forma di U o V senza denti distinti; margine anale del T-III finemente crenulato con un dente all’estremità laterale, oppure liscio; colorazione differente, con addome unicolore, al più con T-III blu-verde, contrastante con T-I e T-II rossi
4
4.
Cavità facciale punteggiata, del tutto priva di striatura trasversa; mesopleure inferiormente a forma di U o di V orlata da un’evidente carena; margine anale del T-III all’estremità laterale con una sporgenza angolosa
Spinolia
Cavità facciale striata; mesopleure inferiormente semplici, senza distinta carena marginale; margine anale del T-III semplice, liscio, senza alcun dente
Pseudospinolia
5.
Flagellomeri da F-IV fino ad F-X nodosi ed ispessiti nel maschio e meno evidentemente anche nella femmina; carena frontale marcata; cavità facciale profonda, lungo la linea mediana liscia e lucida senza microscultura; angoli propodeali, in visione dorsale leggermente obliqua, lobati e ristretti alla base (in visione esattamente dorsale il carattere talvolta non è evidente); margine anale del T-III semplice e continuo, con un sottilissimo orlo ialino
Spintharina
Nei maschi flagellomeri normali, cilindrici, oppure solo inferiormente nodosi da F-II a F-V (in tal caso carena frontale assente e cavità facciale piatta e uniformemente punteggiata), nelle femmine sempre semplici; angoli propodeali subtriangolari; T-III con margine anale spesso variamente dentato, talora inciso nel mezzo; colorazione varia, per lo più almeno bicolore
6
6.
Margine anale del T-III con 5 vistosi denti aghiformi e subeguali
Praestochrysis
Margine anale liscio o con denti in numero differente, se in numero dispari smussati e molto diseguali fra loro
7
7.
Margine anale del T-III in entrambi i sessi con 3 denti molto piccoli e spaziati (fig. 9a), talvolta nei maschi il dente centrale smussato ed i laterali ridotti ad ondulazioni appena angolose; specie in genere interamente bluastra o verde-bluastro scuro, spesso con addome un po’ più scuro, fino a nerastro in alcuni maschi
Trichrysis
Margine anale mai tridentato (fig. 9b)
8

Fig. 9a: Margine anale tridentato.   Fig. 9b: Margine anale non tridentato.
8.
Cellula discoidale delle ali anteriori apparentemente incompleta, a causa della venatura esterna poco sclerificata, visibile solo in trasparenza; guance con evidente carena allungata; margine anale del T-III ondulato, lateralmente con un dentino, oppure regolarmente arrotondato; specie per lo più blu o verde-azzurro vivace, di rado nerastro opaco pressoché privo di riflessi, comunque mai con parti rosse
Chrysidea
Cellula discoidale completa, con tutte le venature ben sclerificate; guance senza o al più con solo una debole carena; margine anale del T-III di varia forma; colorazione generalmente almeno in parte rossa
9
9.
Cavità facciale piatta, con punteggiatura densa ed uniforme anche lungo la linea mediana, nei due sessi priva di pubescenza argentea; fronte con profilo arrotondato, del tutto priva di carena frontale; flagellomeri da F-II a F-V nel maschio spesso inferiormente nodosi; metanoto talvolta conico o anche appuntito; margine anale del T-III sempre liscio e regolarmente arrotondato
Chrysura
Cavità facciale generalmente profonda, con un sottile solco longitudinale, trasversalmente striata oppure completamente liscia almeno lungo la linea mediana; carena frontale sempre presente, anche se talvolta ridotta a una semplice angolosità del profilo; flagellomeri semplici; metanoto convesso, mai angoloso o appuntito; margine anale del T-III spesso variamente dentato oppure angoloso
Chrysis

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For citation purposes

Agnoli G.L. & Rosa P. (2020) Chiave per l’identificazione dei generi dei Crisidi italiani, in: Chrysis.net website. Interim version 27 September 2020, URL: https://www.chrysis.net/it/chrysididae/chiave-dei-chrysididae-italiani/.